— Devo parlarti. Devi rispondere francamente alle mie domande. L'ho visto!... Tu hai sempre mentito dicendomi che non era qui!... L'ho incontrato e.., l'ho indovinato nel ghigno beffardo!...
— Chi?.... — Si turbò e s'interruppe. Poi riprese: — Non è possibile!... Non oserà mai più, quel vigliacco!...
— Speravi forse che interrompesse gli studi? La fanciulla allibì.
— Di che studi parli!...
— Lo sai bene perdio! gli studi di legge!... Non farò l'ipocrita! Sai bene che parlo del contino...
E abbassando la voce pronunziò il nome di un giovine conte molto alla moda.
Inconsapevolmente il viso di Argìa si rischiarò e un largo sospiro le sollevò il petto.
— T'inganni, Fausto!...
Ei le aveva prese le mani e la fissava con gli occhi ardenti.
— M'inganno!... Devo crederti, poichè il tuo viso non mi nasconde che tu sei lieta del mio errore.