Più tardi, si era dato del pazzo, dell'asino. Si era accorto che i preti comandavano sempre, che quelli che erano stati amici degli austriaci venivano accarezzati, trattati con riguardo, mentre i poveri diavoli come lui, che avevano dato il proprio sangue per la libertà, erano dimenticati, anche disprezzati, come lui!...
Quando Alessandro Fantini si lasciava trascinare a questo punto, dai suoi ricordi, finiva sempre col levare dall'interno dell'abito, dove lo teneva posato sul cuore, un lembo di giacchetta forato da una palla austriaca.
E lo baciava e i suoi occhi si empivano di lagrime. La vecchia madre piangeva, e le altre donne presenti domandavano il permesso di baciare anch'esse quella reliquia — la reliquia del libero pensatore.
Ma Sandro s'inteneriva di rado; il suo carattere lo portava a ribellarsi contro ogni manifestazione di debolezza. Di solito imprecava agli ipocriti, ai vili e faceva la propaganda delle sue idee, con l'impeto e l'energia di un giovane apostolo.
Nemmeno a quell'ultima tappa — come egli chiamava il pio albergo — il suo spirito voleva darsi vinto.
I compagni burloni lo chiamavano l'Anticristo, ma gli volevano bene.
Chi non gli voleva bene certo era il rettore — in quegli anni c'era ancora un rettore spirituale nella vecchia casa di ricovero — e questo rettore — dicono le cronache — era prete un po' ficcanaso e non molto rispettabile, ma molto portato a fare il tiranno. I vecchi in massa non lo vedevano di buon occhio e spesso si intrattenevano delle marachelle di don Tinazza; ma in tali occasioni abbassavano la voce e i sordi erano esclusi dalla conversazione.
Il solo Alessandro osava gridare e proclamare la sua opinione — si sarebbe vergognato di fare come gli altri.
Quand'egli si metteva in mezzo a un crocchio, con la sua figura da ispirato, la testa circondata da un'aureola di capelli bianchi, gli occhi neri, ancora vivi, lampeggianti, la voce penetrante e sonora, pareva veramente un apostolo dei nuovi tempi.
La folla dei sordi, dei rimbambiti, dei burloni, degl'indifferenti, lo guardava con piacere. Essi lo ascoltavano con inconscia ammirazione, i più senza intendere o senza rendersi conto di quello ch'ei diceva.