Qualche volta, la donna cercava di risparmiargli pena, tenendo lei gli occhi fissi al punto donde doveva spuntare il tram di ritorno.

— Mangia! non c'è niente!

Ma lui, non si fidava. Un grave timore vegliava su quel formidabile appetito di lavoratore digiuno: il timore di essere colto in flagrante ritardo di mezzo minuto....

Ad ogni cucchiaiata, lo sguardo scrutatore andava, sicuro e pronto, come una palla di fucile, laggiù in fondo alla strada; e involontariamente, inconsciamente forse, la manovra dell'ingozzamento si affrettava sempre più, affannosa come un supplizio.

L'uomo aveva il viso rosso, il collo rosso; di tratto in tratto, per un gesto automatico si asciugava il sudore col rovescio della mano; di tratto in tratto, come i suoi cavalli batteva un piede in terra, e la suola grossissima dello stivale produceva un rumore secco, forte, come lo zoccolo del cavallo.

La donna aveva dei piccoli scatti d'inquietudine repressa.

Con la testina alzata, gli occhioni spalancati, intenti, le manine attaccate ai lembi del pastrano, il fanciullo non parlava, non si moveva; guardava il padre mangiare.

Qualche volta l'uomo chinava gli occhi sul bimbo e tentava sorridergli con le labbra intorpidite, mentre la mano esperta empiva il cucchiaio senza bisogno di essere sorvegliata.

Allora, il visottolo grasso del piccino s'illuminava di gioia, e tutto il corpicciuolo si portava in su con uno slancio di tenerezza, invocando un abbraccio; ma improvvisamente ei si ricordava, girava cautamente gli occhi verso la madre come per interrogarla e tornava tranquillo.

Il tram intanto si era quasi empito. Il conduttore stava al suo posto sulla piattaforma posteriore.