Si narrava di dieci figliuoli portati da lui alla ruota, senza un segno, senza un indizio, perchè la madre non potesse ritirarli.

Si descrivevano i particolari di scene orrende, di mali trattamenti d'ogni genere.

Nell'ultima gravidanza la sventurata donna si era giurata di salvare la sua creatura; e per essere più sicura andò a rifugiarsi in casa di un'amica.

Ma il marito la trovò e la picchiò tanto che le fece mettere al mondo una bimba morta.

Da quel giorno non si curò più di lei.

Egli stesso confessava di non aver mai più saputo cosa fosse divenuta, fino al giorno in cui sentì dire che una certa Cristina era stata trovata morta davanti alla chiesa di San Pietro in Gessate. Allora gli era venuto in mente di andare a vedere se era veramente «quella fannullona» e se gli aveva lasciato un poco di roba!...

E rideva, cinicamente, crollando il capo.

***

Dopo queste relazioni i vicini parlavano molto pietosamente della vecchia Cristina, della Cristina dei gatti; e quelli stessi che le avevano trovata una faccia di birbona, si vantavano ora di averla sempre stimata e indovinata buona, per quel non so che di dolce che aveva nel sorriso, per la pietà verso le povere bestie.

Ma di questo ritorno dell'opinione pubblica, nell'antica villa decaduta, approfittano soltanto il gatto rosso ed il gatto nero.