L'istrumento era di un socio negoziante di pianoforti, il quale lo dava a nolo — quasi per niente — contando sulla réclame del direttore giornalista.

La suonatrice — chi sa come l'avevano trovata — era capace di stare al piano dalle nove di sera alle cinque del mattino per sole quattro lire!... È vero che i Cirenei non le mancavano per quella croce. Ad ogni tratto un dilettante più o meno abile si offriva a sostituirla, perchè ella potesse riposarsi da quella fatica, e ballare un poco, e divertirsi anche lei, che diamine!

Un pittore giovanissimo dagli occhi fiammeggianti, dalla fisonomia espressiva, avrebbe voluto che la bella Noemi ballasse sempre e lasciasse suonare gli altri.

Ma lei, ligia all'impegno preso, appena fatti alcuni giri, si sottraeva gentilmente alle amabili insistenze dei danzatori e ritornava al suo posto.

Chi era?... Che cosa faceva?... E come mai aveva bisogno di un sì meschino guadagno, con quell'aria così distinta?...

Queste domande circolavano le prime sere. Ma ben presto tutti furono informati: la signora Noemi era la moglie infelice di un vecchio, già impiegato alle strade ferrate, ora infermo da parecchi anni, e ridotto a vivere con una misera pensione, appena di che sfamarsi, se la signora non avesse lavorato accanitamente.

E tutti l'ammiravano, povera donnina sacrificata; e molti avrebbero voluto consolarla. Ma lei sapeva frenare gli audaci, senza pedanterie, col suo calmo sorriso, coi suoi motti arguti.

Quella sera le nove erano suonate da un pezzo, e la pianista sempre così puntuale, non giungeva ancora.

I giovinotti, tutti presenti, formavano in mezzo alla sala un gruppo di teste brune, bionde, castagne e di abiti... non tutti neri... Oh! no, davvero. I soci del Se sa minga si ribellavano alla tirannia dell'abito nero e dei relativi accessori.

Le signore arrivavano alla spicciolata, a gruppi, a frotte. Un padre di famiglia conduceva una mezza dozzina di ballerine nei loro semplici abiti della festa. Un negoziante di chincaglie, magrissimo, accompagnava la moglie, enorme, ma allegra, simpaticona. Alcuni pittori introducevano francamente le loro amanti, belle ragazze dal viso fresco, dagli abiti attillati. E nel medesimo tempo la ex-direttrice di un collegio in voga, la quale ora teneva in pensione alcune future maestrine, arrivava tranquillamente con le sue dozzinanti, buone fanciulle, dai vezzi ingenui, smaniose di ballare.