Ella guardava intorno a sè come sorpresa di quel silenzio; posava il candeliere sur una mensola o un cassettone, si chinava a raccattare un nastro polveroso, un fiore gualcito, un foglio caduto da un vecchio libro di scuola, strappato. Poi apriva i cassetti, vi metteva le mani allungandole fino in fondo con un fare astratto, tirandone sempre qualche cencio, qualche gingillo, un brindello di stoffa, qualche brano di lettera; qua e là qualche accenno al principio di un idillio interrotto, di una visione di peccato, che avrebbe potuto interessarla, se in quel momento ella avesse avuto voglia di indagare gli affari delle altre, e se la partenza dal collegio non avesse come sospesa la sua responsabilità. Benefica sospensione, di cui le giovava approfittare completamente per rifarsi le forze.
Quando aveva ben frugato, sicura di non aver dimenticato nulla di ciò che cercava, s'abbandonava un momento con fare stanco e abbattuto, per riposarsi e fantasticare.
Si sentiva come più vicina a sè stessa, al suo passato, alle sue memorie, nella vasta solitudine silenziosa in cui si trovava improvvisamente come in un sogno. Da un pezzo non era stata così completamente padrona di sè. Ne provava un sollievo. Realmente, era sola nel mondo da molti anni. Ma la vita nella comunità ha questo di particolarmente increscioso, che l'anima vi si sente sola, senza la libertà della solitudine, senza il suo benefico raccoglimento.
Ora pensava con più abbandono; riandava sugli avvenimenti del passato; e le immagini l'assalivano a frotte. Le reminiscenze s'ingrossavano, si chiarivano; in quella penombra delle cose presenti, il suo cervello s'illuminava di una luce retrospettiva. Vedeva la sua vita svolgersi lentamente dinanzi ai suoi occhi, come una larga fascia dai toni sbiaditi e uniformi. Era proprio una esistenza monotona la sua, senza tempeste e senza sole; somigliava a un lungo autunno nebbioso.
Suo padre aveva fatto il segretario comunale in una piccola borgata, sua madre la maestra inferiore nella scuola rurale. Riesciti faticosamente a riunire queste due occupazioni nello stesso Comune, non s'erano più mossi, non avevano tentato alcun miglioramento, per timore del peggio. Vivevano rassegnati nella loro miseria; ma senza gioie. Si amavano?... Ella interrogava le sue memorie più lontane, e non sapeva decidere; propendeva per il no. Si tolleravano con una certa tranquillità apatica dalla parte di lui; mentre la donna pareva sostenuta dal sentimento religioso. Forse non avevano mai trovato il buon momento per intendersi più profondamente, trascinati com'erano dalle preoccupazioni materiali!
Comunque fosse, avevano fatto tutti e due sforzi indicibili per darle una educazione che le aprisse una carriera meno meschina della loro.
Ella si rivedeva piccina alla scuola comunale; rivedeva le faccie rosee delle compagne più care, delle maestre che la pigliavano a proteggere; una bambina, la figlia del medico, con dei bei vestitini a colori vivi, che le aveva fatto tanta pena non volendola per amica. Questi particolari prendevano nuovo interesse nella sua memoria. Ci si perdeva a ricostruirli. Ma tutto a un tratto si rammentava di quello che doveva fare e del tempo che perdeva, e s'alzava con premura per rimettersi in cammino. Il suo passo produceva un rumore particolare sui pavimenti lucidi nel silenzio delle stanze vuote; ed essa lo ascoltava involontariamente, seguendo col pensiero le nuove immagini che per analogia si destavano nella sua mente. Erano anticamere fredde, lunghi corridoi di uffici, dove i passi risuonavano appunto in quel dato modo; portieri allampanati e musoni, alti personaggi dall'aria falsamente aristocratica; qua e là qualche rara faccia simpatica di anima buona.
La prima volta, allorchè sua madre la condusse in città per fare il corso superiore, tutta quella fantasmagoria, nuova per lei, di persone e di cose, l'aveva come intontita.
Quelle lunghe gite a piedi per le strade interminabili della grande città; quelle uggiosissime ore di anticamera, cui dovevano sottomettersi tutti i giorni, la eccitavano e la sgominavano volta a volta. La mamma le diceva di portarsi sempre un libro con sè, per ripassare una delle materie su cui dovevano interrogarla agli esami; così il tempo le sarebbe parso meno lungo quando c'era da aspettare.
Lei si sforzava di obbedire, ma non ci riesciva. Era distratta, inquieta.