Elda Gianelli.
È un'opera che s'impone fin dalle prime pagine; chi non si contenta di leggere superficialmente ma leggendo studia, vi scorge profusi tesori d'ingegno. Come fu notato da altri, la Sperani, slava di origine, deriva in parte dai romanzieri russi; ricordai questo nel leggere lo splendido studio su Dostoevsky che il Depanis pubblicò nella Gazzetta Letteraria, là dove dice che: «Per i romanzieri russi in genere... il romanzo non è uno scopo, ma un mezzo; il loro intento è sociale, non estetico.» Un'asserzione così recisa stonerebbe riguardo alla Sperani; pure un fondo di verità l'ha anche per lei. Difatti l'Avvocato Malpieri non ha solo il valore di un'opera d'arte, chè, come in tutti i libri della valorosa autrice, anche in questo sono studiate con grande amore e grande acume talune delle più importanti questioni sociali.
V. Olper Monis.
La storia invero è quella di un individuo, ma essa compendia in sè la vita di chi sa quanti spostati. Presi separatamente spariscono, ma messi in un determinato ambiente si trasformano, se in meglio o in peggio poco monta: il fatto sta che allora vivono e sentono di vivere, quando vinti quando vincitori, sempre però tali che nella lotta ci lasciano un brano della loro carne, una traccia del loro sangue.
E l'ambiente allora diventa non più la cornice del quadro, ma parte integrante del quadro stesso: personaggio ed ambiente si immedesimano, si completano. E questa doppia rappresentazione che deve correre parallela, staccata così che l'una non soprafaccia l'altra, non è facile riesca a chi non abbia intelletto d'artista. O io m'inganno o Bruno Sperani in questo suo lavoro è riescita maestrevolmente; il personaggio e l'ambiente non potevano avere una riproduzione meglio riuscita nè meglio e all'uno e all'altro poteva riuscire ad imprimere la propria fisonomia.
L. Benevenia.
Nella Nebbia, 1889.
Sono semplici intermezzi, abbozzi buttati giù alla lesta, con molta bravura, che si leggono tutti con interesse e che commuovono spesso. Un desinare, ad esempio, è uno schizzo che nella sua succosa brevità vale molte e molte novelle di centinaia e centinaia di pagine. La Sperani al vigore mascolino della dipintura unisce l'acutezza dell'osservazione femminile: donde il fascino singolare, quasi pauroso, che emana da certe sue pagine trasudanti la realtà e pure vibranti di intima emozione. Giova quindi sperare che questa raccolta di scritti disseminati nei vari periodici letterari della penisola sia come la prefazione di un lavoro di maggior lena.
(Dalla Gazzetta Letteraria). Depanis.
Si capisce che non sono inventate, ma prese dal vero. Un caso lugubre avvenuto al rimpianto Ponchielli (caso successogli realmente a Bergamo) farebbe credere alle predestinazioni... La storia di una miserabile popolana milanese, il cui marito, pessimo soggetto, le toglie tutti i figli, gettandoli all'ospizio, è una figura degna di Domenico Induno. L'ambiente milanese, in cui quella disgraziata patisce, la malignità e la pietà falsa e tarda delle donnicciuole sue coinquiline, sono ritratte con verità.