(abbassando la voce) — È vero: troverò quanti Gaudenzi voglio!

CALA LA TELA.

FINE.


ALCUNI GIUDIZJ DELLA CRITICA SUI «PARASSITI»

A ROMA.

Le novità al «Costanzi». — Parassiti.

La rentrée di Camillo Antona-Traversi sulla scena italiana, ha segnato iersera al Costanzi un successo caloroso, la cui eco sarà giunta stamane all'autore dolce e confortatrice.

Parassiti è un lavoro chiaro, sobrio, che per semplicità e freschezza si riallaccia alla buona produzione italiana; a quella, s'intende, che trionfava parecchi anni addietro, proseguendo ideali d'arte, forse modesti, ma sempre originali, a differenza dell'odierna che immiserisce nel servaggio dei simboli e delle anormalità d'importazione straniera.

Il Traversi ha osservato e studiato una parte del variatissimo mondo romano: vi ha colto delle passioni, ne ha tratto dei tipi; e, senza alcuna pretesa di approfondire ardue questioni sociali e sentimentali, è riuscito a recare sul palcoscenico un personaggio vivo, disegnato con arguzia, vero prototipo del parassitismo, anzi pernio fisso di tutta una curiosa società che s'aggira attorno a lui e trae l'esistenza dal piccolo sfruttamento degl'illusi, degli ambiziosi, dei gonzi...