La figura di Don Gennaro Gaudenzi è stata riprodotta con singolare sapienza scenica da Oreste Calabresi: egli ha aggiunto iersera al suo repertorio un nuovo mirabile personaggio, che rimarrà tra le sue più simpatiche creazioni.

Claudio Leigheb, con un'arte sempre scintillante, è riuscito a porre in evidenza una parte di poco rilievo qual è quella del Naldini.

Tutti gli artisti, del resto, hanno gareggiato in bravura: il Carini, la Cristina, la Leigheb, il Guasti, la Zucchini-Maione, la Carini, il Beltramo, il Rizzotto e la Bardazzi.

Il pubblico ha accompagnato con crescente attenzione i lunghi quattro atti della commedia, spesso ridendo di cuore, interessandosi sempre e manifestando il suo gradimento, calata la tela, con applausi e chiamate.

Parassiti stasera si replicano; e il successo del Costanzi si rinnoverà man mano in tutti i teatri d'Italia.

Stanislao Manca[25].

Parassiti di C. Antona-Traversi al «Costanzi».

Parassiti, dati iersera, hanno confermato ancora una volta la vigoria dell'ingegno drammatico di Camillo Antona-Traversi. Si tratta di un lavoro così detto d'ambiente, che rispecchia, senza esagerazioni, ma con vivaci colori, uno dei più sentiti fenomeni sociali dei nostri tempi. I Parassiti del Traversi ci riproducono quel complesso sociale che specula su tutto e su tutti, dalla beneficenza all'arte, dal matrimonio al divorzio, figurine vere e vissute, le quali, se nello sviluppo dell'azione qualche volta appariscono accademiche, hanno sempre però un'impronta tipica efficace ed essenzialmente umana.

Il comm. Don Gennaro Gaudenzi, di cui Oreste Calabresi ha fatto una vera creazione artistica, è centro e anima di quest'ambiente sociale.

Nella commedia risaltano figure varie, scroccatori di ogni genere, figure di ogni giorno e di ogni salotto, dal cacciatore di donnine galanti, all'incontentabile dilapidatore del più modesto buffet.