Il lavoro è piaciuto, ed è destinato a essere replicato: si presenta con una serietà d'intenti e con una condotta artistica tale da assicurargli il successo presso quanti sentono l'arte nelle sue forme più pure e più serene.
Per concludere, diremo che gli applausi furono frequenti, e a ogni fine di atto gli artisti furono acclamati al proscenio per la splendida recitazione. Perciò, stasera, prima replica dei Parassiti.
Fabr...[26].
Parassiti.
Tra i lavoratori che consacrano al teatro lo schietto entusiasmo e la fede sincera va certamente annoverato Camillo Antona-Traversi.
Pochi anni fa, egli riusciva, dopo varj tentativi, a mostrare le risultanze dello studio e della tenacia. Infatti, con Le Rozeno, Danza Macabra e I fanciulli — Le Rozeno particolarmente e anche Danza macabra — egli lasciava intravvedere promessa buona; e il successo col quale furono accompagnate quelle commedie e quel dramma certamente confortava l'autore a proseguire con tutta la lena e con tutte le posse. Egli sarebbe pur riuscito, era lecito sperare, dalle prove ultime, a una affermazione degna, date le proporzioni concesse. Le Rozeno ebbero anzi quella consacrazione che deriva unicamente dalla vitalità; e, cioè, rimasero nel repertorio delle maggiori Compagnie; e la dolorosa vita di Lidia, l'anima purissima pur tra le offese, fu predilezione delle principali giovani attrici.
Vicende crudeli straziarono, poi, la esistenza del carissimo Camillo Antona-Traversi, il quale vide infrangere crudelmente sogni e speranze. Non lavorò più per il teatro, egli che omai cominciava ad acquistarne il diritto; e il maggior conforto gli fu anche conteso: quello che sarebbe a lui derivato dalla soddisfazione di una fortuna sorridente al lungamente invocato e intensamente voluto risultato del suo assiduo lavoro per la scena.
Ma ecco che ora, desiderio, consolazione, volontà, pur nello strazio del travaglio — travaglio di angoscia, egli che tante sventure aveva soccorso e consolato! — ecco che, ora, Camillo Antona-Traversi ritenta il teatro: più precisamente vi ritorna; e vi ritorna con quattro atti di una commedia lieta e ridente, nella quale la gente e le cose di questo mondo, mentre pur l'autore forse avrebbe potuto vederle tristi e bieche, son guardate con serenità e bonariamente rispecchiate.
Tra l'altro, Camillo Antona-Traversi ha trovato un tipo che poteva anche diventare un carattere, mentre alla macchietta si arresta: un tipo di uomo costretto a strappar la vita, alla meglio o alla peggio, come viene, nè buono nè cattivo, e che, dalla improvvisazione di discutibili Comitati di pietà per pubbliche sventure, arriva fino a dir bugie in pubblici atti pel matrimonio della figliola, compromettendo, nel desiderio di assicurarla, la probabile felicità dell'avvenire. Ma la macchietta è disegnata con franchezza, è colorita con vivacità, ed è anche osservata con arguzia; così che quando passa a traverso i quadretti, li vivifica felicemente; e quando li informa, come nel primo atto, riesce a notevole risultato nel genere.
Inoltre, la condotta tra l'episodio principale e i secondari, le figurine più delineate e meno, e una certa dipintura d'ambiente, se procede qua e là con certa ineguaglianza e anche con manchevolezza, è accompagnata da un dialogo adatto nella sua festevolezza; un dialogo che, con la macchietta del Gaudenzi, costituisce la particolare qualità della commedia.