Gallieno Sinimberghi[34].
Parassiti di Camillo Antona-Traversi.
Più volte annunciati e attesi con molta curiosità, i Parassiti di Camillo Antona-Traversi hanno visto la luce della ribalta lunedì al teatro Costanzi, e l'accoglienza che la commedia ebbe dal pubblico fu meritamente lusinghiera.
Dopo le prove già date dall'autore, era lecito sperare dall'Antona-Traversi ancora un nuovo lavoro vitale; e l'amico nostro infatti ci ha dato questa commedia destinata a tenere un buon posto nel repertorio delle compagnie drammatiche.
Il segreto del successo dei Parassiti consiste sopra tutto nella chiara e precisa visione dei caratteri. Ma v'abbondano altresì pregi notevoli nel dialogo, nella tecnica scenica. Fu osservato che la commedia non è perfettamente «organata»; che in essa le scene par non si colleghino abbastanza tra loro. Ma, dato e concesso che ciò sia, sì deve anche convenire che l'autore non si è prefisso di svolgere una tesi, bensì di darci una fotografia di ambiente; e la fotografia — o, se volete, le fotografie — sono riuscite felicemente.
Di più, l'Antona-Traversi ci presenta i suoi parassiti con certo colore gajo, così che i caratteri di Don Gennaro e del cav. Naldini finiscono per essere, diremmo quasi, simpatici, o almeno non repugnanti.
Camillo Antona-Traversi ha avuto la buona sorte di affidare la sua commedia ad attori del valore di Oreste Calabresi e di Claudio Leigheb. Anche gli altri artisti della compagnia, la Zucchini-Majone, la signora Leigheb, il Carini, hanno messo, nell'interpretazione delle loro parti, l'impegno e l'affetto che derivano dalla sicurezza della bontà del lavoro rappresentato[35].
Parassiti.
Camillo Antona-Traversi è tornato trionfalmente alla ribalta. Notizia lieta questa, e che deve rallegrare sinceramente tutti quelli che amano l'arte drammatica di puro amore. Parassiti sono una bella e buona commedia, che si riannoda alla fresca, ridente tradizione dell'arte schiettamente italiana. Uno studio di carattere, quello del Gaudenzi — un uomo che vive di espedienti, reso in tutte le varie vicende con verità, con arguzia, con efficacia senza pari — è il perno dell'azione a torno a cui si aggira tutto un mondo speciale, nè buono, ne pessimo, che vive e palpita su la scena e sforza al triste sorriso. Tutti quei tipi, maschi e femmine, anche quando per le esigenze della scena debbono essere veduti di scorcio, hanno una fisonomia distinta; e — quello che a me pare grande merito pel commediografo — sono resi tutti con una serenità di visione oramai rara negli scrittori. L'argomento semplice, poichè si compendia tutto nei loschi maneggi del Gaudenzi per un improvvisato Comitato di beneficenza a favore di una pubblica sventura, e negli intrighetti per ottenere alla figlia di lui un ricco marito, si svolge limpido e simpatico a traverso un dialogo snello, comico, di buona lega, senza ricercate eleganze. Lo spettatore segue sempre con vivo interesse il movimento di quei personaggi, che vivono di vita vera in un ambiente ch'egli conosce e che vede riprodotto con sincerità.
Tenuto pur conto del merito della esecuzione, che, da parte della Compagnia Leigheb-Reiter, fu davvero perfetta, quest'ultima commedia dell'Antona-Traversi resta sempre una segnalata vittoria per l'arte paesana, destinata certo a un giro trionfale. E io vorrei che, pel genere, fosse guida e insegnamento ai giovani, i quali, correndo dietro a vani fantasmi, sciupano, qualche volta, le loro migliori attitudini.