Osserviamo la vita che ci circonda e cerchiamo di riprodurla con verità, con efficacia... e senza annojare il prossimo.
Luigi Grande[36].
Parassiti.
Camillo Antona-Traversi è tornato trionfalmente alla ribalta. Questo ritorno, oltre che letizia per l'arte, è gioja viva e sincera di tutti gl'innumerevoli suoi amici... e non della ventura. Il successo completo, entusiastico, di questo lavoro, al nostro Costanzi, è stato realmente quello che, con parola oramai sfruttata, dicesi una vera festa. Un bellissimo teatro e applausi continui, calorosissimi.
E non era saluto soltanto all'amico lontano, o simpatico slancio affettuoso all'uomo di cuore; ma ammirazione per l'opera d'arte completamente riuscita, e per un autore di grande ingegno, il quale, a traverso molteplici prove, ci ha dato l'opera sua più organica, più sana, più italianamente bella.
Il carattere del Gaudenzi, tratto dal vero con rara efficacia, è il tipo indovinato a torno a cui si aggira tutto quel piccolo mondo di bassi interessi, di dubbie imprese, di losche transizioni, che sono la vita angosciata e inappagata di parte della nostra borghesia. Ambiente ben reso, con comica bonomia, con visione serena: qualità questa tanto più rara ora in cui le nebbie nordiche e le astruserie simboliche pare abbiano inquinato le pure fonti della nostra tradizione letteraria.
Ma l'ambiente, oltre che dal protagonista — scolpito con mano sicura — ha il suo rilievo da tutti gli altri personaggi, delineati tutti — anche quelli che per esigenze della scena debbonsi vedere di scorcio — accuratamente, senza soverchia tenerezza o troppi foschi colori di pessimismo. Il dialogo corre via elegante, senza leziosaggini, comico senza freddure e sempre appropriato al personaggio che parla: cosa che parrebbe indispensabile e di cui pare tuttavia non si faccia più alcun conto.
In somma, una commedia del buon tempo antico e che è un raggio di luce... anche per l'autore.
L'interpretazione è stata cornice degna del quadro. La compagnia Leigheb-Reiter ha recitato Parassiti divinamente: proprio così!
Oreste Calabresi ha fatto una vera creazione di Gaudenzi, e Leigheb ha reso di grande importanza la parte di poca rilievo del Naldini.