È questo il parassita numero 2 della commedia, la quale ha pure un parassita numero 3: un figliuolo del Gaudenzi, avvocato autentico lui, che, dopo avere sposata una sarta, finisce col vergognarsene, ma non disdegna di farsi da lei mantenere e di rubarle i risparmi che dovranno servire a pagare l'affitto di casa; e, poichè ella gli rinfaccia l'indifferenza e il furto, la vanità e l'inutilità, egli trova a pretesto la diversità della loro indole, per voler una separazione giudiziaria. E, ottenutala, coglie una buona occasione, quella di fuggire con una ricca americana, che era venuta in Italia a studiare il canto; e che, dopo un fiasco piramidale fatto all'Argentina, smette l'idea di continuar la carriera iniziata sotto auspicii così poco promettenti; carriera per il cui miraggio il Gaudenzi l'ha così abbondantemente sfruttata nella borsa.
Questi i parassiti di Camillo Antona-Traversi. E i primi due riuscirono a divertire il pubblico mentre stettero in iscena; ma essi non furono sempre in iscena. Perciò l'esito della commedia fu vario nei 4 atti.
Il successo inuguale è derivato dalle inuguaglianze, che sono nella commedia.
Il perno onde si regge e si muove tutta la commedia è il Gaudenzi. Ne segue che essa non procede, o procede stentatamente, s'egli dalla scena s'allontana, o se l'insieme lo copre un tantino, come al secondo atto, in cui, pur stando in iscena, egli è sopraffatto da quel mondo di piccoli parassiti. In esso, però, sono scene che rivelano un autore come sceneggiatore sicuro, colorito, osservatore arguto e anche fino, come ad esempio la scena tra madre e figlia all'ultimo atto, veramente mirabile.
Io prevedo però che, non ostante il successo incompletamente lieto di ieri, la commedia avrà parecchie repliche. Bilanciate la parte che diverte e quella che non interessa della commedia, quella ha una grande preponderanza sa questa. La quale non appare, poi, così difettosa e appiccicaticcia com'essa è veramente, in grazia della grande abilità che Camillo Antona-Traversi ha spiegato scrivendo Parassiti.
Non è stato un successo artistico completamente, ma sarà molto probabilmente un successo finanziario. Il buono, ch'è nella commedia, lo merita. Non si danno di frequente rappresentazioni che, pur destando discussioni e riserve, interessino così vivamente il pubblico anche dal lato artistico.
Degli esecutori si deve dir bene; specialmente un gran bene del Calabresi, che, ieri sera, nell'ammirazione del nostro pubblico, fece un passo così gigantesco da mutarla in feticismo. La sua interpretazione del Gaudenzi apparve il prodotto dello studio e della forza di un grande e fine talento comico.
Aus.[45].
Al «Manzoni».
Ieri sera, la Compagnia Leigheb-Reiter ha rappresentato la nuova commedia in 4 atti di Camillo Antona-Traversi, Parassiti.