Il titolo è chiaro e chiari risaltano anche nella commedia questi tipi di sfruttatori di ogni nobile sentimento, senza coscienza e senza dignità, tutto apparenza, «spolvero» e inganno. La scena si svolge in Roma — come terreno più adatto a questa mala erba — e l'intenzione dell'autore è stata appunto quella di ritrarre un quadro della vita della terza Roma.
La commedia è tutta di tipi e d'ambiente e il tenue intreccio non costituisce parte essenziale. È intorno al comm. Gennaro Gaudenzi che gira questo mondo, non nuovo, ma strano e ripugnante. Il tipo del Gaudenzi — il gran parassita — è fortemente tratteggiato e colpito nei suoi aspetti principali. Dopo di lui, spicca il suo segretario Naldini. Gli altri personaggi muovono e danno risalto a questi due che sono appunto i protagonisti.
Il pubblico, numeroso, ha accolto con applausi il primo e il quarto atto, veramente pregevoli per la fattura e per il dialogo.
Ammirevole è stata l'incarnazione del tipo del Gaudenzi fatta dal Calabresi. Non meno accurato e caratteristico il Leigheb quale Naldini. Bene poi gli altri esecutori: le signore Maione, Leigheb, Cristina e il Carini, il Beltramo, Rizzotto, Guasti.
Questa sera replica.
Ar.[46].
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Ieri, venerdì, la prima novità: Parassiti di Camillo Antona-Traversi. Il teatro era affollatissimo: il primo atto ebbe tre chiamate; tre al terzo e due all'ultimo. L'esecuzione fu eccezionalmente buona. Calabresi è un protagonista hors ligne, perfetto addirittura, e ottenne un vero e proprio successo colossale. Di Claudio Leigheb credo inutile parlare: del segretario del Commendatore parassita fa una creazione, e a ogni battuta era un applauso o una risata. L'esecuzione della supercompagnia fu perfetta per tutti. Questa sera, sabato, Parassiti si replicano[47].
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A TORINO.