Parassiti è una commedia in quattro atti, d'ambiente schiettamente romano. Ne sarà protagonista, nei panni del commendatore Don Gennaro Gaudenzi, Oreste Calabresi. Ed è facile attendere da questo geniale artista una nuova felice creazione.

Claudio Leigheb, con quell'ardentissimo amore per l'arte che lo distingue, senza bizantineggiare sulla maggiore o minore importanza di ruolo, per meglio assicurare l'esito della nuova commedia, ha accettato una piccola parte di favore — quella del segretario di Gaudenzi, Naldini — ma che in sue mani si tramuterà subito in un capolavoro di comicità.

Le altre parti sono affidate alla Zucchini-Maione, alla Cristina, alla Leigheb, al Carini, al Beltramo, al Rizzotto, alla Carini; e tutti vi recheranno il contributo della loro fede e della loro valentia.

La serata di domani al Costanzi è ben a ragione vivamente attesa».[3].


Nel «Ma chi è!», poi, un ignoto amico mi dedicava questo affettuoso saluto... poetico:

Sulla fronte e sul cuore,

tieni scolpito amore:

studio ed intelligenza

mostra la tua presenza: