Sono molto probabilmente delle lodi interessate delle informazioni difficilmente controllabili; ma se tante virtù fossero proprio l'appannaggio della razza come mai questa avrebbe fatto così poca strada? eppure non è nata jeri.

L'anatra svedese ha conservato le forme della Rouen ma è meno grossa; è grigio-bleu meno che nella parte interna del collo e nel petto dove è bianca; le zampe sono arancione scuro o grigio cupo; il becco è verdastro. Come in tutti i prodotti d'incrocio, per conservar il tipo, occorre una selezione costante.

L'anatra Cayuga

Cittadina americana del Nord, dove vive ancora allo stato selvatico, è molto apprezzata come anatra domestica per le sue eccellenti qualità di produttrice d'uova e di carne, quantunque sia questa un po' scura e ricoperta di pelle gialla. Si tratta di una Labrador ingrossata per selezione oppure di una razza a parte realmente? Il sentenziare in modo assoluto sarebbe forse un po' troppo rischioso, tanto più che gli autori non sono tutti d'accordo, ma la Cayuga è incontestabilmente un bello ed utile palmipede voluminoso quasi quanto un Rouen od un Aylesbury, facile da allevare, rustico e precoce.

Il piumaggio del maschio, completamente nero, vellutato, con riflessi metallici verdi sul corpo, specialmente sul capo, becco verdastro, zampe arancione scurissimo. Porta sulla coda lo stesso ciuffetto di piume arricciate delle anatre discendenti dal Germano reale. La femmina ha la stessa livrea del maschio; dà delle uova color verde cupo.

Nel complesso è un volatile utile e simpatico che può star bene tanto presso l'industriale come nel parco signorile.

L'alloggio dell'anatra

Grazie alla robustezza della sua costituzione fisica l'anatra non ha bisogno, come alloggio notturno, di un locale con disposizioni complicate e si adatterà a quello qualunque che le verrà preparato pur che la condizione essenziale sia l'aereazione e dove trovi un giaciglio pulito; un ambiente senz'aria mal tenuto, infetto, è sempre la causa principale se non unica delle malattie alle quali, malgrado la sua vigoria, l'anatra può soggiacere.

Chi alleva diverse specie di volatili deve dare un alloggio separato ai palmipedi, i quali non possono appollaiarsi e dormendo in comune con galli, galline, tacchini ecc. ricevono nella nottata sul dorso e sulla testa i copiosi risultati della digestione dei sovrastanti pennuti. Questa promiscuità in uso nelle masserie non dov'essere praticata da quanti hanno a cuore di conservar puliti ed in buona salute i propri palmipedi, anatre ed oche; un'eccezione si può fare per le muschiate le quali hanno l'abitudine di volare e dormir sui bastoni come i gallinacei.

La modesta abitazione dell'anatra consisterà in una specie di tettoia chiusa, formata mediante quattro telai in legno, di cui due di legno pieno e gli altri due saranno muniti di rete metallica a larga maglia, non troppo però ad evitare che animali da preda possano penetrar nel rinchiuso durante la notte. Questi quattro telai, congiungibili a mezzo di gangi ed appoggiati a regoli di legno infissi nel terreno formano un insieme che permette di smontare il piccolo edifizio e trasportarlo altrove ogni qualvolta ne sia sentito il bisogno; naturalmente, occorre anche un tettino, ed è perciò che i due telai laterali andranno foggiati a pendio, e quello anteriore un po' più basso del telaio di fondo per alcuni centimetri. Così, supponendo di dover dar alloggio a dodici individui, un metro e mezzo o due di lunghezza ed uno e settantacinque centimetri di profondità sono sufficienti; altezza del telaio davanti m. 0.75 e di quello di dietro m. 1.30. L'inclinazione del piccolo tetto è quella occorrente per lo scolo delle acque piovane, poichè per quanto sia un uccello acquatico l'anatra ha bisogno di un alloggio asciutto, l'umidità del dormitorio essendo assai pregiudizievole alla sua salute. Il tettino andrà ricoperto con cartone incatramato o con altro sistema che impedisca all'acqua di penetrare e sul suolo dell'asilo notturno si spanderà della paglia o della segatura di legno e meglio ancora, ove si possa averla, della polvere di torba, assorbente e disinfettante per eccellenza; la vallonea di cui si servono i conciatori di pelli può ancora servire benissimo.