Lo strato di paglia o di altro ingrediente andrà spesso rinnovato, perchè con le deiezioni liquide dei palmipedi in poco tempo viene a formare una materia vischiosa poco igienica. Negli angoli del casotto si dispongono dei nidi dove le femmine andranno a deporre.

Le indicazioni date sono per semplice norma di chi volendo impiantar un piccolo allevamento desidera un consiglio, una guida, chè, del resto, qualunque locale è buono, a condizione soltanto che sia sano, dove l'aria circoli liberamente, senza tuttavia dar luogo a correnti pericolose ed infine sia sempre tenuto ben pulito.

Per le anatrine allevate sia da madre naturale come artificialmente, occorre un casotto a parte, delle forme approssimativamente uguali a quelle descritte, ma di dimensioni proporzionate alla quantità degli allievi che vi si destinano e per questo, la pratica insegna; i telai pieni possono però esser tre invece di due soli. E così ancora, se nella stagione buona, si cambieranno i telai pieni con altrettanti a maglia di fil di ferro zincato, la salute dei ricoverati se ne avvantaggerà maggiormente.

Le anatre domestiche possono quasi completamente far a meno d'acqua per bagnarsi; i giovani destinati al precoce sacrifizio non devono averne che per bere, mentre ai riproduttori giovani od adulti la costruzione di un piccolo bacino è sempre consigliabile; i primi acquisteranno maggior vigorìa di muscoli ed uno sviluppo più rapido mentre le uova prodotte da femmine adulte che godono del benefizio dell'acqua conterranno dei germi più vigorosi e saranno più facilmente fecondate, l'atto d'accoppiamento facendosi meglio dai palmipedi sull'acqua che non sul suolo; gli anatrotti prodotti da germi robusti riusciranno conseguentemente meglio costituiti.

Il bacino scavato nel suolo andrà, ben inteso, cementato tanto nel fondo che sulle pareti ed in leggero pendìo, onde poter cambiare di frequente l'acqua e più agevolmente; esso dovrà aver i bordi a fior di terra perchè gli animali vi possano accedere facilmente e sortirne senza dover fare degli sforzi. Per dieci o dodici adulti un bacino largo un metro e venticinque centimetri e lungo altrettanto o poco più è sufficiente.

Il liquido elemento oltre a giovare alla salute offro loro il mezzo di tenersi più pulite e ciò conta anche per qualcosa. Chi poi ha la fortuna di poter mandare le sue anatre ad un ruscello od a qualche stagno vicino, avrà pure il vantaggio di una qualche economia nell'alimentazione, chè i suoi pensionati troveranno nel fondo del rivo o dell'acqua stagnante una infinità di animalucci e d'insetti che ne formano la microscopica popolazione.

Prima di terminar il capitolo riguardante l'abitazione mi cade in acconcio di dir due parole sugli escrementi che si raccolgono nell'abitazione stessa e sul loro valore, il quale non va esagerato ed è anzi per questo motivo che reputo inopportuno far materia d'un capitolo speciale l'argomento in questione.

Lo sterco delle anatre deposto durante la giornata sul suolo dei recinti dove stanno rinchiuse giova assai a concimarlo e facendo l'operazione di vangar il terreno, come consigliato, di tanto in tanto, questo conterrà ottimi elementi per la pronta e vigorosa vegetazione. Quello risultante dal soggiorno degli animali nella baracca o nel locale in cui dormono, e che, naturalmente, sarà in quantità minore dell'altro prodotto nel giorno, associato a dei buoni elementi come la vallonea e la torba in polvere produrrà un concime buonissimo. Secondo il Blanchon, il concio dell'anatra in confronto a quello del cavallo contiene una quantità assai maggiore di fosfato (14. contro 2.1), d'azoto (10. contro 4.5), di calce (17.5 invece di 5.7), di sodio (6.5 invece di 1.5) ed una maggioranza anche per gli altri principii quali la magnesia, la potassa; la proporzione dell'acqua è invece inferiore, 556 nelle deiezioni anatrine e settecentodieci in quelle equine.

In sostanza il concime prodotto dagli escrementi del nostro palmipede mescolati a qualche materia come quelle indicate, compreso il gesso e la sabbia, o la sansa, ha un certo valore e mal si agirebbe non apprezzandolo come merita; orticoltori, giardinieri, agricoltori lo stimano e se ne valgono; essi però si guardan bene dall'adoperarlo collo stato puro; ben sapendo come in tali condizioni, invece di fertilizzare il terreno, brucierebbe le piante.

L'alimentazione