Noi sappiamo che l'anatra è dotata, generalmente, di un appetito formidabile, per saziar il quale ogni alimento si può dire è buono ed accetto golosamente, ben pochi hanno la disgrazia di far torcere il loro becco; e siccome la digestione si compie in misura straordinariamente rapida ed agevole, così ne viene di conseguenza che dopo il pasto ha più fame di pria; e per la sua facilità di assimilazione tutto ciò che mangia le fa prò, quindi cresce e si sviluppa presto e bene.

Nutrire convenientemente un'affamata simile, costituisce, e ciò è spiegabile, il problema principe dell'allevamento; su tal punto culminante è richiamata quindi l'attenzione di chi deve provvedere a risolvere il problema di non sempre facile soluzione per quanti hanno molti capi da mantenere.

Il genere, la natura, il valore e la quantità degli alimenti dovono necessariamente differire secondo l'età e lo scopo al quale gli animali sono destinati, e le anatre, qualunque sia l'età e lo scopo, mangian sempre bene e volentieri, ma è evidente che a dei giovani i quali hanno solo, davanti a sè, pochi mesi di vita e che debbono raggiungere in breve tempo il necessario sviluppo, non si dovrà dare la stessa nutrizione che conviene a dei futuri riproduttori o a degli adulti in produzione. L'alimentazione andrà pure modificata secondo l'epoca dell'anno, aumentandone il valore nei momenti della fetazione o della muta delle penne, riducendola ai minimi termini nel periodo di riposo finalmente, la razione d'ingrassamento andrà pure costituita in modo diverso dalle altre. Tutto ciò è abbastanza logico perchè sia necessario spiegare e giustificar ampiamente.

A noi risulta altresì che l'anatra selvatica dalla quale deriva la maggior parte delle anatre domestiche conosciute si nutre sopratutto di cibi animali, vermi di terra, lumache grosse e piccine, insetti di terra e d'acqua, ranocchi formati od allo stato di girino od altri animalucci consimili; nè diversa è l'alimentazione delle anatre d'oltre Oceano ora addomesticate; grandi e piccine seguono tutte lo stesso regime a base animale ed è su questo principio che dovrebbe esser impostato il sistema di nutrizione se volessimo uniformare l'alimentazione delle nostre anatre a quella dell'anatra selvatica. Ma se ciò non è rigorosamente necessario, neanche il principio in questione va negletto; noi possiamo in parte modificare il regime sostituendo a dei cibi animali diversi altri che l'uguagliano in valore, in cui l'elemento azotato nella formazione delle razioni per giovani ed adulti sia essenzialmente curato.

L'ideale dell'alimentazione anche dal lato economico sarebbe quello preconizzato e descritto dall'Espanet, il quale consiste nello scavare di fianco ad un corso d'acqua, ad una data distanza fra di esse, tante fossette, profonde un metro circa, larghe in proporzione degli animali che si allevano, in cui s'introduce dell'acqua lasciandovela stagnare per qualche giorno; quindi si permette alle anatre di andare a nutrirsi degl'insetti e delle erbe acquatiche che popoleranno la prima fossa, l'indomani si fanno passare alla seconda fossa poi ad una terza e così via via per ricominciar quindi dalla prima che nel frattempo avrà avuto campo di arricchirsi di una nuova colonia di animaletti e di piante, continuando usque ad finem nella manovra semplice ed economica.

Il metodo sarebbe certamente da adottarsi se non che ritengo ne sia data a pochi l'applicazione, e d'altro lato, se può convenire per i riproduttori formati e da formarsi, non è così per i giovani destinati al precoce sacrifizio ai quali l'acqua dev'esser negata ed il regime alimentare va dato sotto una forma speciale; e neppure sarebbe adatto ad ottener buoni effetti nell'ingrassamento.

Lasciando da parte pel momento il regime per gli anatrotti di cui ci occupiamo nel capitolo riguardante il loro allevamento, passeremo succintamente in rivista le principali sostanze azotate da far entrare, per quanto possibile nella formazione del pastone per gli adulti nell'epoca della fetazione e che associate alla crusca di frumento o di gran turco costituiranno la base della loro alimentazione. Esse sono: sangue fresco o cotto, sangue melassa, ossa fresche raspate a macchina, scarti di carne di bue, di cavallo o d'altri animali, farina di carne, farina di pesce, crisalidi di bachi da seta, lumache pestate, maggiolini, cavallette ecc. ecc.

A queste sostanze animali se ne aggiungono altre d'origine vegetale che completano il sistema alimentare delle anatre, fra cui diverse leguminose ricche in azoto come il trifoglio, ad esempio; vengono poi i panelli di cocco, d'arachide, di mais, i residui di distilleria e di fabbriche d'amido, di paste alimentari, di birra ecc.

Quali di questi ingredienti siano rinvenibili da noi, in questi momenti sopratutto, non è facile asserire; si indicano teoricamente per una guida; l'allevatore deve poi cercarne l'applicazione secondo le sue facoltà l'ubicazione, la maggior o minor facilità e convenienza di procurarseli. Nei paesi dove l'allevamento dei volatili domestici è ben compreso ed esercitato, per quanto i prezzi attuali dei cibi siano elevati, c'è sempre la convenienza nell'esito dei prodotti a larghe condizioni, ma havvi anche la facilità di procurarsi un po' di tutto, incominciando dalla farina di carne e da quella di pesce, quindi tutto il resto, quale viene annunciato dai giornali di avicoltura; nel nostro paese invece buona parte di tali sostanze sono introvabili, non vi si fabbricano perchè l'avicoltura è ancor sempre troppo negletta, quindi nessuno si occupa di mettersi a far dei prodotti che non verrebbero ricercati e d'altra parte l'importarli dall'estero non è neppure conveniente causa l'enorme spesa di trasporto, dogana, cambio ecc.; e se qualcuna di queste materie è possibile avere, il prezzo è tale che pochi si sentono la volontà di acquistarne.

Esaminiamo quelle un po' meno rare, più facili da procurarsi o che è possibile fare da noi stessi.