Il sangue di macelleria fresco sarebbe un ingrediente utile senonchè oltre alla manipolazione non molto gradevole, si corrompe in poco tempo; perchè si conservi un po' meglio convien farlo cuocere insieme a dei farinacei e distribuirlo così ai volatili, ai quali tuttavia ripugna un po' dapprincipio, od ancora disseccarlo, che in quelle condizioni dura alquanto più a lungo. Si getta il sangue accagliato entro acqua bollente cui si aggiunge una cinquantina di grammi d'acido borico, lasciandovelo quindici o venti minuti, e quando è un po' consistente lo si divide in fette sottili che si fanno seccare al fuoco o in una stufa. Una volta queste ben secche, si polverizzano con un macinino qualunque o con un trinciacarne.

Quando è possibile procurarseli a buone condizioni, gli scarti di carne di cavallo che si fanno cuocere, tanto più se lasciano desiderare dal lato della freschezza, sono preferibili al sangue.

Le crisalidi dei bachi da seta, ricchissime in principii azotati sono molto ben accette, tritate e miste ai pastoni, a tutti i volatili, ma hanno l'inconveniente di esalare un puzzo disgustoso, che comunicano alle uova; è bensì vero che quelle d'anatra sono quasi sempre riservate per la riproduzione, e l'inconveniente lamentato non ha quindi alcuna conseguenza temibile; del resto lo si eliminerebbe sospendendo l'uso delle crisalidi per quindici o venti giorni allorquando s'intendesse servirsi delle uova pel consumo. Inoltre per averle a condizioni favorevoli bisogna abitare non troppo lontano da qualche filanda senza di che il trasporto renderebbe subito troppo oneroso il costo di tal mercanzia. Altrettanto va detto per i residui di birreria, delle distillerie, fabbriche di pasta ecc.

Le ossa fresche, contenenti 25 a 30% di materie azotate e circa il 60% di fosfato di calce sono quanto di meglio si possa desiderare ed usare, pure o mescolate nei pastoni, tanto per lo sviluppo degli allievi quanto per la fetazione delle femmine come ancora per contribuire all'acceleramento della muta delle penne; il valore delle ossa fresche è molto superiore a quello delle ossa calcinate che contengono soltanto del fosfato di calce, ma per utilizzarle è indispensabile ridurre le ossa, siano esse di bue, di vitello, di montone, in modo che possano venir consumate dai volatili e ciò si ottiene con l'uso di una di quelle macchinette, dette trincia-ossa di fabbricazione americana od inglese in cui un congegno ben ideato permette di ridurre le ossa ad un mucchio di sottili scaglie aventi la forma dei trucioli che si ottengono piallando il legno. I volatili afferrano col becco queste laminelle con tutta facilità e le ingoiano, siano allo stato naturale od introdotte nei pastoni di crusca e farina, con loro grande profitto. Non v'è miglior agente di abbondante produzione d'uova, di sviluppo di vigoria ed in pari tempo economico, giacchè le ossa costano relativamente poco. È la spesa del trincia-ossa che riesce alquanto gravosa nei momenti attuali, ma che cosa non è caro ormai? tuttavia essa viene assai presto e largamente rimborsata dal profitto che se ne ricava nell'invigorimento degli animali e nell'ampia messe di uova che con altri mezzi difficilmente si otterrebbe.

Gl'insetti quali i maggiolini, le cavallette, e poi i lombrici, le lumache, le quali vanno distribuite pestate, non costano che il fastidio di dar loro la caccia, ma non tutti hanno modo e tempo di dedicarvisi, e poi, d'inverno è quasi impossibile trovare simile elemento azotato, se poi il branco di animali che si mantiene è tan si poco numeroso l'impresa diventa irrealizzabile; beato chi può occuparsene od ha mezzo d'incaricar qualcuno di farlo. A tal proposito, si legge accennato nell'eccellente opera del Brechemin sull'avicoltura, un cibo animale assai comune nelle campagne, al quale ben pochi pensano, di nessuna spesa, che richiede solo una leggera fatica; è a un dipresso il sistema Espanet già accennato.

Chi passa accanto ad un'acqua stagnante, ad un fosso, avrà spesso osservato delle grandi agglomerazioni di minute foglioline di forma tonda, verde chiaro galleggianti sulla superficie dell'acqua che in gran parte ricoprono; questa vegetazione, detta lenticchia palustre pare creata appositamente per l'anatra perchè essa alberga un'infinità di piccoli insetti, delizioso pasto pel vorace lamellirostro, come lo sono pure le uova ed i girini di rane che negli stagni generalmente si trovano. Con una rete qualunque un po' fitta si raccoglie quest'erba, la si ficca in un sacco e si porta alle anatre, le quali con un godimento senza pari ingoieranno erba ed insetti, per il gran profitto del proprietario cui il cibo squisito e nutriente nulla avrà costato. Si può anche, in certo modo, coltivare la pianticella acquatica, pescandone una qualche quantità e distribuendola in varie tinozze di legno piene d'acqua, esposte al sole, e sul suolo delle quali si sarà introdotto della terra; dopo alcuni giorni, si svilupperà in queste tinozze una massa brulicante d'insetti; con una rete se ne coglie quel tanto che occorre e si serve ai nostri palmipedi, lasciandone parte affinchè la vegetazione si propaghi e la colonia degl'insetti cresca e si moltiplichi.

Quanti poi hanno mezzo, trovandosi nelle vicinanze d'una città, di procurarsi gli avanzi di cucina degli hôtels, delle piccole locande, dei restaurants, delle caserme, degli ospedali, delle famiglie signorili, avranno con ciò, a condizioni generalmente modiche, una alimentazione completa per le loro anatre, le quali per la voracità, per la facile assimilazione dei cibi sono da paragonarsi al porco e le grasse mescolanze che a questo si somministrano giovano in ugual misura e con gli stessi portentosi effetti all'ingordo palmipede.

I pezzi di pane, di carne, di verdura e così le acque grasse di rigovernatura unite a crusca od a panelli triturati costituiscono ancora un'eccellente alimentazione economica.

Fra i diversi panelli più facilmente rintracciabili nei nostri paesi figurano quelli di lino, di arachide, di mais; poi vengono i panelli di cocco, di cotone, di noce, di cacao; ma non è sempre facile averne. Il tenore in materie azotate dei primi tre, cioè: lino, arachide, mais è, 28.5 — 27.3 — 47 rispettivamente, e di materie grasse: 9 — 0 — 8. — Il panello di cacao oltre ad essere una sostanza nutrientissima, ha pure il vantaggio di comunicare alle carni un profumo speciale delicato. Ben inteso, i panelli vanno sfarinati fini il più possibile con un istrumento adatto.

Nell'alimentazione giornaliera non andranno completamente lasciate da parte le granaglie che poste ad ammollare ventiquattr'ore prima di somministrarle saranno più facilmente digeribili; una piccola quantità messa in qualche recipiente piatto assieme ad un po' d'acqua la quale agevolerà la presa del cibo non farà male. Il becco dell'anatra non è conformato come quello del pollo, con esso il nostro palmipede, invece di beccare, afferra gli alimenti e con una manovra speciale, aiutandosi con ripetuti sforzi li ingoia e di tanto in tanto scappa all'abbeveratoio; quanti hanno visto un'anatra mangiare avranno osservato con quale destrezza e celerità straordinaria compia le funzioni che formano lo scopo essenziale della sua esistenza.