La durata dell'incubazione per le uova d'anatra varia, come si è visto, da razza a razza; quelle della Corritrice Indiana schiudono in un periodo di tempo minore di quello necessario per le altre razze, 28 a 30 giorni, mentre per le uova della Muschiata va fino a 35 giorni.

Alle prime schiusure e di mano in mano che nascono, gli anatrotti vanno tolte di sotto la gallina o la tacchina chioccia e deposti in un panierino foderato di lana dove si riposeranno della fatica compiuta nello sforzo di sortire dalla calcarea prigione e vi staranno tranquille in attesa dei compagni che ancora devono schiudere; se il locale o la stagione sono assai freddi si porterà il panierino con la prole un po' vicino al fuoco c questa si sentirà riavere. La stessa pratica serve per le piccine nate nell'artificiale, a meno che l'apparecchio non sia munito di un'asciugatrice, come in gran parte quelli che oggidì si fabbricano; si aspetta che tutti siano nati e quando è certo che non c'è più da sperar altre schiusure, si tolgono tutti e si dànno alla chioccia che li ha covati, oppure si introducono nella madre artificiale, la quale li riscalderà bene quanto una animale.

Se l'incubatrice è un istrumento alquanto delicato, per cui taluni non hanno fiducia in essa, altrettanto non può dirsi della chioccia artificiale, di congegno semplicissimo e facilmente regolabile, ond'è che anche adottando l'incubazione animale, per l'allevamento è sempre da preferirsi l'uso d'un apparecchio che presenta più d'un lato utile; con esso si ha intanto il vantaggio di poter mettere in libertà la chioccia appena la schiusura degli anatrotti è terminata e questa potrà così ritornar ben presto a compiere altre funzioni più lucrose pel proprietario che non quella di portar a spasso le anatrine, alle quali non è difficile insegnar a vivere senza il concorso di una guida spesso assai ignorante e quasi sempre tanto ghiotta da attribuirsi la miglior parte del delicato pastone espressamente preparato per le piccole creature. Vi sono, è bensì vero, le cassette dall'allevamento in cui la chioccia è tenuta prigioniera, e con ciò si rimedia agl'inconvenienti su lamentati, ma queste possono servire per una quindicina di anatrotti, mentre si fabbricano delle chioccie artificiali capaci di cinquanta e più; è preferibile tuttavia non oltrepassare questa cifra, poichè le troppo forti agglomerazioni presentano anche dei grossi rischi.

Di simili apparecchi sonvi diversi sistemi, ma tutti basati sul principio del riscaldamento ad acqua mediante termosifone comunicante il calore alla cassetta dove i piccini vanno a ricoverarsi come farebbero sotto le ali ed il piumino del ventre della chioccia animata: le istruzioni per il funzionamento vengono generalmente fornite dal fabbricante stesso dell'apparecchio ed è facilissimo il seguirle.

La temperatura che deve regnare nella parte dove sta la cassetta di riscaldamento non dovrà oltrepassare i 25 o 26 gradi centigradi nei primi giorni, tre giorni dopo 24 gradi saranno sufficienti, quindi si scema gradatamente il calore. Una precauzione importante è di regolare il calore per la notte, che dev'essere inferiore al normale della giornata, e ciò perchè gli animaletti riuniti nel ristretto ambiente ne producono essi medesimi con quello che emana dal loro corpicino; l'eccesso va dunque rigorosamente evitato, anzi è da preferirsi che soffrano un po' di freddo, piuttosto che di caldo eccessivo. Se sentono freddo si accoccolano gli uni accanto agli altri e bene o male sopportano la temperatura bassa, ma quando si trovano in un'atmosfera troppo elevata, ansimano, sudano e l'indomani mattina sortendo al fresco rischiano di buscarsi una congestione polmonare o l'infiammazione agl'intestini che presto li spedirebbe ad patres. Per le prime notti almeno si faccia il sacrificio di verificar lo stato delle cose e provvedere in caso di anormalità coll'alzar o ribassare il grado atmosferico interno, sulle istruzioni pel funzionamento fornite dal fabbricante.

Per lo prime quindici o venti ore si lascino pur digiunare i neonati, tutt'al più si dia loro un po' d'acqua o di latte allungato, in cui possano soltanto immergere il becco. Ed ora si tratta d'insegnar alle bestiole private di madre a mangiare, cosa non troppo facile per i primi principii perchè l'anatrina non ha l'intelligenza precoce del pulcino di gallina e prima che abbia capito che per vivere è indispensabile mangiare ha bisogno di qualche lezione che possiamo darle noi stessi presentandole qualche lombrico vivo, il quale dimenandosi risveglierà nel piccolo essere l'istinto naturale che lo spingerà ad acciuffare col tenero beccuccio il vermiciattolo ed a buttarlo giù per nutrirsene; un'altra volta gli si porrà davanti un piattino contenente della pasta detta vermicelli cotta e che agitata con una bacchettina produrrà la quasi uguale impressione del lombrico. Questo corso accelerato d'istruzione che costituisce il punto più difficile dell'allevamento artificiale non durerà che due o tre giorni, quattro per gli allievi più ignoranti, poi basterà servir loro il pastone preparato ed una volta ammaestrati, le cose camminano da sè e la voracità si sviluppa in modo sorprendente.

Il pastone che dapprincipio sarà formato con midolla di pane raffermo, uovo sodo ed ortiche oppure cicoria od insalata trinciata finissima, con l'aggiunta di qualche insetto o verme di qualunque genere, sarà piuttosto molle, chè così verrà più facilmente inghiottito; si lasci sempre a disposizione degli allievi dell'acqua nel piccolo abbeveratoio, ma non bisogna permetter loro di bagnarsi fin che non abbiano almeno dieci giorni; por gli anatrotti da ingrassare questo bagno deve però essere vietato completamente; su ciò credo bene insistere.

A cominciar dall'ottavo giorno, l'elemento animalizzato dovrà entrare a far parte regolarmente della alimentazione negli anatrotti, ritagli di carne bolliti e tritati molto fini oppure ossa crude ridotte a trucioli con la macchina speciale detta trincia-ossa, andranno associati a crusca ed a farina di mais. Si diano anche loro delle minute granaglie ammollate per 24 ore, delle paste lesse, delle farine, del pane intriso nel latte, il tutto sempre in forma piuttosto liquida, ma non troppo, ad evitare la dissenteria; ripudiamo solo i pastoni di pura crusca che le massaie distribuiscono con tanta generosità ma che gonfia i giovani corpi senza nutrirli; degli animali tirati su con tal regime non saranno mai di qualche valore.

L'acqua piovana è causa di malanno per le piccole creature; si stia dunque attenti a non lasciarle cogliere da qualche improvviso temporale, e neppure si permetta loro di diguazzare nella mota; la loro lanuggine dei primi giorni non è per anco resa impermeabile dalla secrezione oleosa che col seguito impedirà la penetrazione dall'acqua nel loro abito di piumino, e questo soffice indumento si appiccica al corpo: e se poi vanno ad infangarsi nella melma, ciò forma come un'intonacatura, dalla quale non possono più liberarsi e finiscono per soccombere.

Se disgraziatamente non si fa in tempo a ripararli dall'acqua si procuri di salvar gli anatrotti ammollati col porli al più presto in un paniere accanto ad un buon fuoco.