L'anatra fin da piccina è amante di intrufolarsi nell'acqua sudicia col corpo ma specialmente col becco e per natura è piuttosto sporcacciona; basta osservare la sua manovra quando mangia, prende un boccone o due poi corre all'abbeveratoio, ritorna al piatto per far subito dopo un'altra visita all'acqua, ed in tutti questi andirivieni, divertentissimi da osservare se vogliamo, l'anatrotto insudicia dappertutto, anche il suolo del casotto di rifugio viene contaminato dalle zampine cariche di mota e di deiezioni liquide; per cui, onde conservar l'igiene così necessaria nell'allevamento, ogni giorno, possibilmente, si cambierà la segatura di legno, la paglia o quello strato di altri elementi che devono guarnire il suolo dell'abitazione; nelle madri artificiali hanvi generalmente due scomparti, dei quali uno è all'aria libera con reticolato e l'altro costituisce il casotto di ricovero; questi due scomparti devon esser tenuti sempre puliti ed è questa una misura indispensabile per la salute dei piccoli allievi.

Il sole, a sua volta è per essi pericoloso un'insolazione può avere degli effetti fulminanti sulle tenere bestiole, le quali, tuttavia, una volta passato il primo periodo d'età s'irrobustiscono di giorno in giorno, l'appetito si fa sempre più feroce, per cui cinque o sei pasti al giorno non sono di troppo, e diventano degli animali oltre ogni dire, ed in ogni caso sempre meglio di quelli d'altre specie, resistenti.

Un esempio di allevamento ristretto

È abbastanza strano che di tutte quelle egregie persone desiderose di tener qualche volatile da cortile novanta su cento scelgano una o più razze di polli, dalle quali si ripromettono chissà quali e quanti vantaggi, e quasi nessuna getti gli occhi sulla numerosa schiusa delle anatre, fra le quali hanvene pure di graziosissime come le Mandarine, le Caroline, le Mignon ecc. per chi non cerchi nell'allevamento che il diletto, mentre dal lato materiale la maggior parte delle anatre dà ben altre soddisfazioni di quante possano offrirne i polli.

Non nego che il possesso di un gallo ardito dalla lussureggiante livrea, col suo fiero portamento, le sue mosse, lo squillante chicchiricchì, di quel sultano delle affaccendate galline le quali col loro canto trionfale segnalano la deposizione del miracoloso, riconfortante prodotto giornaliero, tutto ciò presenti delle attrattive che le modeste, tranquille poco canore anatre non sono in grado di offrire. Ma quando si considerino le prerogative che queste ultime presentano, la loro facile adattabilità a qualunque genere di cibo che convertono in carne e grasso, mettendo in tale operazione assai minor tempo di qualsivoglia razza di polli, se si tenesse calcolo della robusta loro fibra che le rende quasi sempre refrattarie alla maggior parte delle malattie che insidiano e decimano gli altri volatili domestici, ove infine si facesse entrare nella somma dei rendimenti quello dei sotto-prodotti come le piume ed il piumino, specialità dei palmipedi, la bilancia dovrebbe pendere in favore di questi ultimi.

Le uova di gallina, è bensì vero, sono più pregiate di quelle d'anatra, ma queste danno dei pulcini graziosi anch'essi, e sopratutto più robusti, di sviluppo più precoce. Quanto ad importanza di produzione non mancano le razze ovaiole, la Corritrice Indiana sta al paro quando non supera la miglior Leghorn. Al postutto, il trionfo dell'anatra sta nella precoce produzione di carne ed è su questa che convien basare il concetto dell'allevamento.

È innegabile che l'allevamento dell'anatra venne sempre considerato come facente parte delle piccole industrie campestri, non adattabile alle occupazioni di piccoli proprietari o di modesti impiegati dimoranti in campagna ed in cittadine di provincia. Uno degli ostacoli al suo diffondersi è il preconcetto sbagliato della necessità dell'acqua per bagnarsi, mentre è anzi contraria alle giovani anatre che hanno una vita effimera, destinate come sono al macello a poche settimane d'età. Se un'acqua corrente, una gran vasca sono giovevoli ai riproduttori quantunque non assolutamente indispensabile, un recipiente abbastanza grande per tuffarvi ripetutamente il becco, poichè per natura loro, questi animali hanno un gran bisogno di bere mangiando, è ugualmente bastevole per essi.

Un bell'esempio di allevamento in piccole proporzioni è citato nell'ultima edizione della sua Basse-cour productive dall'esimio allevatore-scrittore L. Brechemin, parlando di quella d'un amico, il quale ha impiantato un recinto per anatre; questo è diviso in due parti mediante rete metallica, ed alla base del divisorio venne scavato nel terreno un bacino comune alle due parti del recinto, la lunghezza della vasca è di quattro metri, la larghezza è di un metro e la profondità, 70 centimetri. Un po' più lontano l'anatricultore ha fatto costruire un secondo recinto nelle identiche condizioni il cui scopo si spiega chiaramente. Egli tiene due razze, la Rouen e la Pechino, da ciò la necessità del divisorio, inutile per chi ne tiene una sola.

Nel piccolo allevamento in questione ogni parchetto contiene sei femmine ed un maschio di ciascuna delle due razze suindicate. Il bacino viene vuotato ogni quattro giorni per mezzo di un tubo di scolo e l'acqua cambiata, perchè rimanendo stagnante per molto tempo si corromperebbe, e l'igiene è importantissima nelle agglomerazioni di animali in ristretto spazio. Come l'acqua, il suolo dove dimorano gli animali va soggetto alla corruzione in causa dei loro abbondanti escrementi, ed è ad ovviare alle funeste conseguenze facilmente derivanti che venne ideata la costruzione di un secondo recinto, ogni tre mesi gli abitanti vengono fatti sloggiare da quello inquinato e sospinti nel nuovo, le capanne smontabili sul genere di quelle descritte nel capitolo dell'alloggio, sono trasportate nella dimora diversa e subito dopo il trasloco, il terreno lasciato libero riceve una rivoltatura radicale, alla profondità di un ferro di vanga, quindi seminato ad avena. Quindici giorni o tre settimane dopo gl'inquilini possono già reintegrare il domicilio primitivo che ritrovano fresco e risanato, ma è meglio aspettare anche un mesetto.

In questo allevamento così modestamente ideato e condotto le femmine danno da novanta a centodieci uova all'anno, quasi tutte fecondate; i maschi hanno almeno due anni e sono conservati fino ai quattro; e così pure le femmine per le quali questo limite d'età non va oltrepassato, poichè diventano poi troppo pingui e la produzione delle uova fecondate scema grandemente.