L'impianto non è sulle rive d'un corso d'acqua come lo sono altri congeneri, forse meno importanti, ma a quanto pare ciò non è un impedimento alla sua prosperità; tuttavia quando sia possibile una derivazione d'acqua per la vicinanza d'un fiume o d'un canale, ciò è sempre assai preferibile, la proporzione delle uova fecondate risultando in generale assai maggiore.

Nel suddetto anatrificio, dove la razza di Pechino è in preponderanza, come del resto in quasi tutti i grandi stabilimenti americani, si cerca di produrre l'anatrotto precoce da consumo; i riproduttori sono tenuti in recinti di proporzioni adatte ed i maschi in quantità sufficiente per assicurare una buona riproduzione. Le giovani femmine non si lasciano produrre troppo presto, non si forzano, e ciò nell'intento di aver delle uova meglio fecondate.

Gli anatrotti rimangono due settimane soltanto sotto le allevatrici artificiali, riscaldate a non oltre 15 gradi, ed hanno libero accesso a delle tettoie ben riparate dove vanno a godersi quel po' di vita che alla gran maggioranza di essi è concessa. Allorquando hanno quattro settimane, se la temperatura è mite, vengono trasportati all'aria libera, dove trovano delle capannuccie da ripararsi, circondate da telai a rete metallica, ma nei casi di repentini cambiamenti di temperatura sono subito ritirati e trasportati in locali difesi dalle intemperie; giunti però a sei settimane d'età gli anatrotti non temono più gran che dei capricci del tempo e, d'altro lato, l'alimentazione che ricevono essendo assai animalizzata molto contribuisce al loro sviluppo. E allorquando hanno poi dieci settimane e pesano circa due chilogrammi e mezzo vengono sacrificati e piumati immediatamente dopo morti, e appena terminata la spiumatura tuffati in acqua freddissima, ottenendo con ciò una maggior compattezza della carne oltre all'aspetto migliore del volatile.

È sulle traccie di quanto praticano gli americani e dopo aver fatto gli studi nello stabilimento Forbin che l'inglese L. B. Purdey si è deciso ad impiantare una gran fabbrica di anatre con tutti i perfezionamenti dettati dalla pratica e con l'adattazione dei più recenti trovati della scienza, come termosifoni per riscaldamento, luce elettrica in tutti quanti i locali, compresi quelli di abitazione dei palmipedi ecc. ecc., onde farne un allevamento modello sotto ogni rapporto. Allo impianto, costato dodicimila lire sterline, ha presieduto uno spirito d'organizzazione quale non si potrebbe trovar superiore per industrie di qualsivoglia altro genere, e data la novità di questa, di più razionale e perfetto.

L'azienda, intitolata «Middlesex duck plant», occupa una superficie di quattro ettari; i vari edifizi che vi sorgono sono tutti in legno, senza lusso, ma ben ideati e solidamente costrutti.

I recinti dove stanno i riproduttori, dei quali quasi tremila sono femmine e nella maggior parte della feconda e precoce razza di Pechino, sono tutti muniti di una vaschetta in cemento, dove l'acqua corrente viene di continuo rinnovata; ogni due recinti un pollaio in comune serve di ricovero agli abitanti per la notte, e per la fetazione; esso è però diviso in modo che i volatili di ogni parchetto hanno una parte separata e con ciò non succedono confusioni.

La parte più interessante dell'azienda è quella che concerne i giovani e la loro breve esistenza di nove settimane attraverso una serie di sale e parchetti che si seguono gli uni in fila agli altri e dove gradatamente dalla nascita si avviano al sacrifizio.

Un grande interesse desta pure il locale d'incubazione; le incubatrici ad acqua calda, di marca Hearson, una delle più perfezionate, sono in numero di ottanta e possono contenere fino a ventimila uova in una sola volta. Le sale d'incubazione vedono schiudere giornalmente le uova di parecchie di queste macchine e gli anatrotti vengono trasportati immediatamente di mano in mano che nascono nelle sale d'allevamento, il cui riscaldamento è assicurato a mezzo di un termo-sifone posto nella stessa sala dove si preparano gli alimenti: la temperatura è costantemente mantenuta fissa da un regolatore automatico.

Nelle cucine belle e ben aereate si preparano i pastoni per i riproduttori e pei piccoli allievi e appena pronti, dei vagoncini su rotaie li trasportano per la rapida distribuzione. L'alimentazione è combinata in modo da ottenere il prontissimo sviluppo degli anatrotti destinati a breve carriera mortale, dapprima in carne ed in grasso successivamente, senza preoccupazione della forte ossatura necessaria soltanto negli individui che dovranno formare dei vigorosi riproduttori.

Appena nati si lasciano tranquilli durante ventiquatt'ore, nel qual periodo di tempo essi nulla hanno a soffrire del digiuno, trascorso il quale periodo si incomincia a distribuir loro dei pastoni composti con farina di mais, uova sode spiaccicate, foglie d'ortica o crescime oppure trifoglio, secondo la stagione, trinciata molto finemente. Essi, nei primi momenti stentano un po' a nutrirsi da sè, ma una volta la difficoltà vinta, diventano quei famosi mangioni che tutti sanno; in seguito, i pastoni vengono formati con mais macinato, panelli triturati, crusca e un po' di carne di bue. I pasti pei giovani allievi sono tre al giorno; per i riproduttori invece sono due soli e nella loro composizione si cerca di associare l'efficacia maggiore all'economia.