“Ajuto, ajuto, un lume per carità.... presto.... in nome di Dio.... accorrete....„
Al crescente frastuono udiva aggiungersi più vicino e più distinto il bollire del fiume, e ad ogni istante il tonfo d'oggetti, che parevano esservi scagliati di tutta forza. Un urto subitaneo aperse la porta, e ne staccò un'imposta; la vide precipitare; e, dal punto ov'era caduta, mirò gli sprazzi fosforici delle onde, che l'avevano ingojata.
Accorse Farinello sollecitamente; ma a far che?... a vedere il risultato di una tremenda ed irreparabile sventura.
Quando Agnesina fu scossa dal suo letargo ed avvisata della necessità di una fuga, di tutto buon animo s'accingeva ad obedire. Non chiese dove la conducessero; ma non volle partir sola.
Quel foglio, che posato sul suo cuore vi recò finalmente un po' di pace, doveva essere l'indivisibile suo compagno. Ora quel foglio, nella fretta della chiamata, le era escito di mano; ella retrocedette per farne ricerca.
In questo mentre, l'ira del fiume si versava tutta sul povero casolare. Gli ordigni del mulino venivano abbattuti; i deboli sostegni della cameretta erano fatti in pezzi. L'impalcatura del pavimento, sfasciata dalle pareti, precipitava nei vortici del torrente;... ed Agnesina con essa!
CAPITOLO NONO
LXII.
Se, al momento di riaprire questo libro dopo aver fatto una sosta, non vi sentite, o lettori, il prurito di muovermi un'accusa perchè mi sono arrestato a mezzo della via, quando appunto l'ordine e la natura degli avvenimenti sembravano chiedere pochi passi ancora onde arrivare alla giusta fermata; o, per parlar più chiaramente, se dopo aver fatto conoscenza colla nostra eroina, non provate un po' di pietà e d'affezione per essa, tanto che vi paja in regola che la prima parola non sia per dirvi che ella è salva, e come lo fu, dovrò confessare, d'essermi ingannato a partito. Con tale ipotesi, il titolo d'increscioso mi è già toccato, o mi toccherà ben presto: e a questo sùbito e formidabile dubio, per salvarmi almanco la fama di seccatore onesto, renderò conto di tutto, fin anco delle intenzioni; fra le quali non v'è per certo quella di volervi ingannare.
Uno storico famoso poneva in capo ad un bel racconto, scritto nel momento più avventuroso della sua vita letteraria, queste parole: — Lettore mio, hai tu spasimàto? No! Questo libro non è per te. — I patti sono chiari e franchi fino a parere un po' scortesi. — Dubito però che un sol bonaccio chiudesse il libro a quell'avviso per non stimarsene degno. Pochi avranno creduto di avere il cuore sì duro; e quei pochi avranno affrontato gli spasimi della lettura, appunto perchè sapevano di poterlo fare impunemente.