“Iddio vuol dunque che io ami in voi il mio liberatore„ — sclamò Agnese con voce alquanto rinvigorita, gettando sul conte uno di quegli sguardi che hanno più valore della parola.

“Amami, Agnese, come io t'amo — soggiunse il conte, che con una franca dichiarazione rispondeva alla franca inchiesta di quello sguardo. — Tuo padre benedirà dal cielo il nostro affetto. Io non mi sento indegno di possedere il tuo cuore.„

“Mio padre? povero padre! perchè non mi ripete egli quelle soavi parole, che io intesi poc'anzi dal suo labro? La mia mano era nella vostra, come ora; e il buon vecchio pronunciava per me una solenne promessa, e sorrideva chiamandovi figlio.„

“O mia Agnese! — rispose il conte, abbracciandola con trasporto. — Iddio ci ha riuniti, nessuna forza umana ci potrà separare.... Sappi, amor mio, che mentre io ti credeva estinta, ti giurai fede di sposo, e promisi che avrei assunto per te il lutto della vedovanza. — Ora dovrei forse chiamarti straniera, perchè torni alla vita?„

“Fui dunque creduta morta?„

“Sì: ma se la morte era sì dolce, come il sogno che ti faceva veder tuo padre, avresti tu forse desiderato di non risvegliarti mai più?„

“No, mio signore, — sclamò Agnese rizzandosi alquanto e gittandogli le braccia al collo, — no; perchè la veglia d'ora non è che la continuazione di quel lietissimo sogno.„

“Mille volte cara!„ — interruppe il conte baciandola un'altra volta.

Agnese in quel punto, e per qualche momento ancora, accostò il labro ad un calice di voluttà. Ne bevve il fumo, ma non l'ebrezza. Fiutò avidamente le rose che surgevano in quell'eden d'affetti; ma la sua mente non si offuscò nè provò puntura, fuor quella del cuore, che pure le era dolcissima, perchè l'assicurava di vivere.

Mentre correvano fra i due amanti le più dolci proteste (che non riferiremo perchè le parole degli innamorati ritornano come meandri all'origine loro per ripetersi sullo stesso stampo) scese Ranuccio col battello. La bara fu convertita in un letto: il conte stese sopra il capecchio del fondo il suo mantello, e vi adagiò la fanciulla, e ne la ricoperse coi lembi. Poi diè mano ad un remo di scorta, e vogò a tutt'uomo, non già per ispingere il burchiello, che correva sul filo maestro del fiume come una buccia, ma per tenerlo dritto, lontano dai banchi e dai gorghi, e guidarlo in sicuro.