“Guai se l'umile vassalla non avesse appreso a divorare in secreto le sue impazienze; — soggiunse Agnese. — Guai se stanca di aspettare il suo nobile signore, avesse abbandonato questo ritiro; e, per giungere più presto a lui, osasse varcare la soglia del castello, ed eludere la sospettosa vigilanza de' suoi sergenti!... Siate sincero, e dite, o signore, l'ardita donna sarebbe ella stata bene accolta?„
“Agnese mia, riprese sorridendo il conte, non ti far più bella con quel tuono di dispetto. Io t'amo già troppo; rabbellita ancor più da quella nobile alterezza che ti brilla ora sul volto, come potrei mostrarti che la mia passione per te può ancora rendersi più ardente?„
“Adulatore! — ripigliò Agnese, con un sorriso leggermente marcato; — voi dite sì belle parole, come se mi guardaste di pieno giorno; pochi minuti fa, la luce ora meno incerta, e voi eravate cieco a segno da volermi guida ai vostri passi.„
Il conte sorrise dell'ingenuità d'Agnese; ma non volle trarla d'inganno. — Dopo un istante di silenzio, la fanciulla gli chiese se egli avrebbe bramato che s'accendesse una lucerna.
“No, rispose il conte, la luce morente del giorno mi fa sembrare ancor più soave il tono argentino della tua voce. Non bisogna offrire ai sensi già inebriati tutti i profumi della bellezza in una volta. D'altronde, io vedo i nobili contorni della tua persona, disegnati sul lucido crepuscolo che attraversa l'invetriata del verrone. La mano di Giotto non tracciò mai forme più angeliche delle tue.„
Agnese non aggiunse parola; o meglio non seppe scegliere, fra le molte che le si presentavano alla mente, quella che dicesse il vero; o, se l'avesse trovata, non avrebbe avuto il coraggio di pronunciarla. Quel silenzio intanto non era muto del tutto; nella sospensione d'animo d'entrambi, emergevano più distinti i sospiri, che Agnese cercava invano di comprimere.
“Mia diletta, prese a dire il conte; a quanto vedo, oggi siamo soli.„
“Canziana è fuori; ma rientrerà fra pochi minuti.„
“Quella buona donna non ti abbandona mai, — soggiunse il conte con un leggiero accento di amarezza, che sfuggì alla fanciulla; — ella t'ama assai; quasi io comincio a divenire geloso della tenerezza che tu senti per colei.„
La fanciulla rise a queste parole.