“Informatemi ben bene di quanto è a fare, perchè io di simili cose, non m'intendo... e, a quel che pare, non è affar tanto netto... cotesto.„

“Non temete, o messere, quando sappiate maneggiar l'arma da quel cavaliero che siete, Egeone ed Atalanta...

“Egeone ed Atalanta?„ interruppe l'altro, meravigliato all'udire questi nomi.

“Sono costoro i due più badiali, i due più feroci grugni del serraglio: ma non temete, vi replico: avranno di grazia il chinar la gnucca sotto la punta del vostro spiedo — Un tantino di destrezza, un poco di sangue freddo, occhio al ceffo dell'animale, e poi a tempo giusto... taffe, una stoccata solenne sul ceppo delle corna e buona notte.„ L'istruttore stava per andarsene, parendogli d'aver svelato tutti i misteri dell'arte sua; ma poi, fatto accorto di aver dimenticato un salutare avviso, ripigliò:

“Sopratutto badate, o Messere, a non ferir mai un cinghiale da quella parte ove siete voi stesso. — La fiera volta il grugno dove sente il dolore, e se non può morder l'assalitore, strazia e morde ogni cosa vicina. — Ecco dunque che cosa vi convien fare; date di sprone al cavallo, o sciogliete la briglia perchè non s'impenni; poi, supposto che abbiate la fiera a sinistra, appoggiate tutto il corpo sulla staffa manca, e stendetevi tanto all'infuori che possiate percuoterla pure alla sua sinistra parte. Vibrato il colpo, rilevate l'asta e avanti; l'animale non vi seguirà, ne do parola; cercherà chi lo ha ferito al lato opposto, dove voi non siete, e digrignerà invano il dente. — I cani faranno il resto, se pur non vi garba d'avere tutto il vanto della vittoria, e di ritornare alle prese. — Il cinghiale ferito soffia e grugnisce a far paura; se non può fuggire, si difende colle zampe, si getta a terra, si vòltola nella polvere, si rialza, e spicca salti come un capriuolo. — Giù da cavallo, date di piglio al coltello pugnale, e fatelo finito con un colpo nel collo o tra le costole; e se si avventa contro di voi, tanto meglio, ei vi mostrerà una golaccia svivagnata; vibrate il pugnale là dentro piegando l'arma all'insù. Ferito al cielo della bocca, egli è bello e spacciato.„

La lezione era semplice e presto compresa, ma racchiudeva una evidente petizione di principio; perchè infin de' conti voleva dire: abbiate coraggio, e la vostra paura si dileguerà. — È dunque ben naturale che colui se ne restasse indietro a coglier pratelline.

XV.

Dopo tre ore di un errare affannoso ed incerto, dopo aver cento volte data la traccia ai cacciatori, ed altretante avergliela fatta smarrire, Atalanta scovata ed inseguita da un subisso di cani, cadde in un gruppo di armati, che le si precipitarono a dosso e l'uccisero. Ognuno di quei prodi, che ritrasse il ferro sanguinoso e lardato, credette avere il merito dell'impresa: ma i colpi erano troppi, l'onore della vittoria, divisa fra tanti ed ottenuta a troppo tenue prezzo, riducevasi ad una gloriuzza di niun conto.

Ben più diede a pensare Egeone. — All'estremo settentrionale del parco esisteva un bosco di querce vetuste fasciate di musco e di edera, i cui rami consociati gittavano un'ombra fitta sur una grillaja soda ed arsiccia, lasciando tra fusto e fusto lo spazio sufficiente a potervi circolare uomini e cavalli. Ivi si fece alto, e si suonò a raccolta: quella doveva essere l'ultima prova, non potendosi credere, che la fiera uscisse di là, stretta per un lato dai cacciatori, per l'altra dal ricinto.

La foresta era attraversata da un fosso, che serviva di scolatojo alla vicina campagna. Nella stagione piovosa travolgeva esso fuori del parco, per un ampio squarcio protetto da una grata di ferro, la piena delle acque; ne' mesi asciutti mostrava il suo alveo brecciato di bigi ciottoloni, interrotto di tratto in tratto da pozze verdognole e da fanghiglia. Le sponde ora erte e ristrette, ora espanse e corrose, qua e là guernite di pruni e scopeti, offrivano alla fiera inseguita un momentaneo nascondiglio, un punto di difesa e di resistenza.