“Ma se quel brutto incontro toccasse invece a noi: a noi sì scarsi e sì sprovisti....„

“Impossibile....„

“Impossibile! non vi comprendo.„

“Il conte ci precede, n'è vero? state certo che fin dove si spinge il conte non vi è, nè vi può essere nemmanco il più lontano sospetto di un pericolo.„

“Manco male, conchiuse l'altro rasserenandosi. Il conte è uomo prudente „ — ed, appoggiando sulla parola, amiccò il compagno con un fare, che voleva dire: se egli non ha paura la dobbiamo aver noi?

Queste parole insulse scambiate fra due insulsi individui, non dovevano sfuggirci, perchè feconde di una doppia osservazione.

La prima affatto generale ci fa conoscere, che la greggia de' parassiti, cresciuta all'ombra delle sommità sociali, fu, è, e probabilmente sarà in ogni tempo, eguale a sè stessa. — Mansueta fino alla pecoraggine in faccia ad un padrone, ha artigli e zanne per dilaniare un suo pari. — Vile dicontro al pericolo, trova nel fondo dell'anima tutto il coraggio del livore e dell'odio nei momenti di tregua. — Trista ed astiosa, essa fa guerra agli inferiori colla superbia, agli eguali colla maldicenza, a chi le sta al di sopra coll'ingratitudine.

L'altra tutta speciale al caso nostro ci guida a conchiudere che Giangaleazzo era riescito a meraviglia a trarre in inganno sul suo conto coloro che lo spiavano da vicino. Il giudizio sfavorevole pronunciato da quelli stessi, che strisciando nella polvere gli giuravano sul viso ossequio, per poi metterlo in canzone dietro le spalle, varcava indiscretamente le soglie della corte, e addormentava i prìncipi emuli o rivali nella placida confidenza, che nulla avevasi a paventare da lui, tutto da lui si poteva ottenere.

XVI.

Al lato opposto della foresta, lontano dal luogo su cui si separavano que' gentiluomini, il terreno presentava un profondo avvallamento, vecchio lavoro delle acque che, nello imperversare delle stagioni, ivi affluivano copiose ed irrompenti.