La nostra donna non era di questo numero; essa amava la vita, perchè amava il suo caro angioletto. — Giunta che fu al margine del ruscello depose il paniero; poi, colla mano resa libera, accarezzò la testa e le spalle del bimbo, e se lo strinse amorevolmente sul seno, intanto che coll'occhio cercava dove collocarlo vicino a sè, al sicuro d'ogni pericolo.
A due o tre passi da quella sponda, su cui una schiera di pietre bigie fissava il posto ad altretante predelline per le lavatrici, il terreno dolcemente declive era sparso di zolle verdeggianti. Là presso, dove uno spiazzo d'erba ricinto dai polloni recentissimi di un albero apprestava la più morbida cuna, pensò la madre di collocare il suo caro bambolo. Ma prima, lo palleggiò, lo fece sorridere, gli prodigò tutti que' vezzosi peggiorativi, che nel linguaggio della tenerezza materna hanno un sì eloquente significato. — Lo depose poscia, lo coperse de' panni e lo ricoperse, quante volte il bambino con maliziosa insistenza rimoveva da sè ogni cosa ghignazzando: e non sarebbe stata la prima a stancarsi di quel trastullo se la bisogna non l'avesse richiamata al lavatojo. — Gli porse quindi non so qual vezzo, e, dopo averlo ravvolto ben bene ne' lini, se ne andò, senza perderlo di vista. — Il piccolo derelitto fece sulle prime la ciera imbambolata; ma si rasserenò tosto che s'avvide, di poter far rivolta contro la tirannia delle fasce. — Scioltosi da tutti gli impacci, a piacer suo distendeva le picciole membra; e cinguettava in un linguaggio che nemmeno la madre sapeva comprendere. In fine velò l'occhio, e s'addormentò.
La donna intanto, con tutta la solerzia di una esperta massaja, stendeva sulla pietra que' suoi cenci, li diguazzava una o due volte, e, dopo averli ben battuti e contorti, li sommergeva di nuovo; per tornar da capo colle stesse operazioni, finchè ne uscissero non candidi, ma forse un po' meno sudici e certo assai più lisi.
Ad un tratto, scossa da un insolito agitarsi di foglie, senza levare il capo ed interrompere il lavoro, stette in attenzione. “È un soffio di vento, pensò tra sè, che non giunge fin qui al basso. Ma no, soggiunse poi girando lo sguardo, le piante vicine sono immobili; lo sono perfino le foglie delle tremule che mi stanno di faccia.„ — Cessò dal lavoro e si rialzò sui ginocchi, volendo ascoltar meglio, e sperando di ridere del suo inganno. — Quel fruscío tra fratta e fratta durava non solo, ma pareva avvicinarsi. — Fu allora in piedi d'un salto, l'orecchio teso, l'occhio spalancato: e vide che là, donde veniva lo strepito, le cime degli arbusti ondeggiavano, come se alcun che di gagliardo le rimovesse per farsi strada. Colla scorta della ragione, quand'essa fosse sempre l'àrbitra de' nostri sentimenti, era facile trovare più di una causa del tutto innocente a spiegar que' fatti. Ma il cuore, e sopratutto il cuore di una madre, è troppo spesso profeta di malanni; le sue ubbíe sono così subitanee e profonde, che il dominarle d'un tratto, non è piccola vittoria. — Esse non danno tempo a far riscontro tra le opposte probabilità; colgono all'improviso e di fronte, vestono le forme vaghe del presentimento, l'aspetto terribile di un fantasma.
Dire quanti e quali pensieri balenassero ad un istante in quella mente, non è cosa agevole; bisognerebbe sapere dipingere i sogni proteiformi di chi ha la febre, fare la storia di tutte le strane superstizioni di quei poveri tempi.
La troppo fedele memoria colla prestezza del lampo le schierò sotto agli occhi la possibile realtà delle mille ed una fiabe, di cui s'accendono le vive fantasie dei contadini negli oziosi convegni de' presepi; vide spettri, ombre, tregende, fattucchieríe. La ragione faceva capolino tra quella pressa d'errori, come un raggio di sole attraverso a un temporale, e gridava alto alla sua volta finchè il cuore l'intese.
“Non potrebbe essere un uomo, diceva, che passi a caso e pei fatti suoi la foresta? — È di pien giorno; sono queste le terre del Signore di Campomorto. — I malviventi non fanno guerra che alle legna del padrone; e v'hanno de' guardaboschi per loro. Chiunque sia, non vorrà far male a una povera donna, meno ancora ad un bambino.„
Così, banditi per un momento i terrori vaghi e puerili, pareva camminare a gonfie vele e colla scorta della ragione alla scoperta della verità. — Ma la verità, o ciò che ne aveva l'aspetto, le fuggiva dinanzi come il fuoco fatuo sospinto da un'aura incostante.
“Un uomo..., pensava tra sè, insospettita. — Ma se è un uomo dovrà pur rispondere — conviene che io l'interroghi.... Olà, chiunque siate, galantuomo, gridava a tutta voce, cercate la strada maestra?... siete fuor di via. Olà, rispondete....„ — e fece silenzio, attendendo.
Ma non una parola, non un segno di vita.