“Ma ben più fortunato colui, ripigliò il conte con accento ancor più vivo, che può posseder l'uno senza perder l'altro: non è vero?... Continuate la vostra lettura, essa è molto interessante: vediamo come il vostro poeta scioglie la questione.„

Agnesina, che aveva pigliato a caso quel libro, che a caso lo aveva aperto, sentì dentro di sè una dolorosa incertezza nell'affidarsi alla decisione di esso. Il che vuol dire che, nella sorte di quella vassalla, ella forse già travedeva la sua. — Ma il chiudere il libro le pareva cosa troppo ardita; un tal atto l'avrebbe accusata assai più che non il proseguire in essa. — Ella dunque continuò; ma la sua voce era tremante, il suo volto rassomigliava ad un amico di buon cuore, che, per soverchia schiettezza, tradisce il secreto.

“Il principe, proseguì ella, non ebbe il coraggio di abbandonare la famiglia de' suoi soggetti. Visse lontano dall'amica sua, fu infelice: ma non mancò ai proprii doveri...„

“Egli era un eroe, colui, soggiunse con qualche amarezza il conte. — Credete però che esempii di sì prodigiosa virtù non li udrete mai che dal labro dei menestrelli. — Se il fatto fosse vero, ogni uomo esperto del mondo vi direbbe, che la virtù di quel principe nasce soltanto da freddezza di cuore — Ai poeti è permessa qualche licenza; il vostro autore se ne pigliò una, chiamando amore ciò che era soltanto una velleità passaggera.„

“Eppure, quel principe a me pare grande; ed io l'amo e l'ammiro.„

“La schiettezza avrà pure il suo merito ai vostri occhi. Ed io, confessandovi tutto che penso, guadagnerò su voi quello che una diversa opinione forse mi toglie. — Io non mi sentirei da tanto; e se amassi come colui, vorrei collocare la donna de' miei pensieri al di sopra di me; felice di sedere sui gradini del suo trono.„

Il conte rimbeccava colle stesse armi le eroiche spavalderie del provenzale. E la fanciulla ne era commossa; ma non si diede ancora per vinta.

“Io, ripigliò per ultimo Agnese, stendendo inavvertitamente la mano, che il conte raccolse nella sua, e baciò con rispettosa cortesia: io non accetterei quel seggio. — Udite le ultime parole della ballata=La donna regna nella sua soggezione quando possiede il cuore di colui, a cui donò il suo.=„

In quel momento entrò l'affaccendata Canziana. Essa non raccolse che il suono di quelle ultime parole; non vide che un libro, il libro consueto ed innocente, su cui erano rivolti gli occhi della leggitrice — Suppose qual che era infatti; che Agnesina tentasse con quella lettura di rallegrare le noje del malato. — Contenta quindi della fanciulla e di sè, si sentiva tôrre giù dal cuore un gran peso. — Povera donna!

CAPITOLO QUARTO