Bertolino faceva il suo mestiero con zelo e con coscienza. — Sempre attento a che nessuno osasse fare oltraggio alla sua cara figliuola, non guardava poi tanto pel minuto agli svagati dileggini, se alcuna volta si permettevano di esternare con parole, condite di un'equivoca galanteria, la loro ammirazione. — “Fin qui, egli diceva, quelle frasche non ripetono che una troppo chiara verità„. Maria, egualmente bella che savia, viveva in quella tresca, senza che la sua bellezza, e l'ingenuità del suo cuore, ne venissero meno. — Pareva che ella evitasse il contatto d'ognuno; che quell'aria pregna di miasmi inverecondi non ascendesse fino a lei. Accorreva sollecita a chiunque la dimandasse; accudiva a tutto; tutti rendeva paghi; ma non alzava mai gli occhi, e non diceva parola, che non fosse strettamente richiesta dal suo mestiere.
Se fosse possibile rappresentare il demonio in atto d'adorare un angelo, converrebbe ricorrere a questa imagine per dare un'idea precisa della pietà tenera e compunta, che il ciurmatore provava ogni volta s'incontrasse in Maria. Quello stesso contegno asciutto e riservato, che la rendeva severa ad ogni parola dubia, fuggevole ad ogni superflua chiamata, lo incapricciavano tanto più, in quanto che di solito in que' convegni incontrava una loquacità, libera e sfrontata, sollecita sempre, e troppo, a prevenire ogni suo desiderio.
Quel malvagio era dunque forzato ad inchinarsi davanti alla virtù modesta, che non provoca per vincere, ma disarma per non combattere. — Più e più volte egli era venuto colà col fermo proposito di smettere tante insipide monellerie, tanti vuoti sospiri, e di andar per la via più dritta: ed altretante volte aveva dovuto confessare a sè stesso la propria impotenza. Fuori dell'osteria egli intavolava progetti infallibili, nutriva fermi propositi, per la giornata, pel momento stesso del suo arrivo; dentro di essa e sotto l'influenza di due occhi, che non si volgevano su lui se non a caso, rimetteva tutto ad un dimani, che non arrivava mai.
Ma a lungo andare, il genio del male doveva nutrire la speranza di un trionfo. Gli eletti profumi della virtù, che comanda riverenza, languivano inavvertiti, quelli della voluttà facevansi ogni dì più acri ed inebrianti.
Per uscire alla fine da quella puerile riservatezza, che lo conteneva sempre alle stesso posto, egli ripudiò l'improvida temperanza, che da qualche tempo, in ossequio alla sua nuova passione, aveva adottata. — Da frequenti e più laute libazioni aspettò ed ottenne la rabida petulanza necessaria a spianargli la via. Chiese a Bertolino, e pagò pronti contanti e senza stiracchiature, quanto aveva di meglio nella sua cantina. Il dabben uomo, non vedendo in ciò che il lecito suo guadagno, accorreva a servirlo; egli stesso toglieva la polvere alle più venerande bottiglie, le sturava e mesceva al suo avventore l'oblío d'ogni rispetto, preparando a sè ed alla sua casa una fatale esazione d'attentati e di oltraggi.
Ben s'avvide Maria di quanto accadeva in suo danno. Ella aveva scoperto già da tempo che le occhiate del ciurmatore non erano casuali ed innocenti; aveva raccolto alla sfuggita le parole di lui, e benchè non ne comprendesse bene il senso, perchè velate da plateali eufemismi, non pertanto ignorava le procaci intenzioni di chi osava pronunciarle.
Dir tutto a suo padre fu il primo, il più spontaneo partito che le si parò alla mente: e fu sul punto di farlo. — Ma la ragione, coll'esempio d'altre simili procelle scongiurate dalla sola prudenza, ne la sconsigliò; mostrandole l'inopportunità di muovere querela per vaghe supposizioni, ed il pericolo di produrre uno scandalo, i cui effetti ricadrebbero per intiero su lei e sulla sua casa.
Forte della propria virtù, certa che nè promessa nè minaccia avrebbero mai potuto smoverla da' suoi propositi, vigorosa così di nervi come d'animo, pensava di poter sfidare le indirette provocazioni di un uomo rotto dalla crapula e destituito d'ogni attrattiva. Se le fosse stato meno spregevole, avrebbe dubitato di sè; l'odio, in questo caso, era il talismano della sua salvezza. — Nella sorda guerra, che le si moveva, prese il partito di evitare gli scontri, e di lasciarsi vedere il meno possibile.
Tacque pertanto, e riescì qualche tempo a meraviglia ne' suoi piani. Solo, per maggior cautela, indusse suo padre ad associarle, negli officii di famiglio, un garzoncello; dicendogli, che il suo negozio andava prosperando, che ella non bastava alle chiamate di tanti avventori, che dalle sue lentezze forse taluno avrebbe potuto pigliar disgusto e sviarsi, e cose simili. Il padre, cieco d'amore per sua figlia, benchè non vedesse altra novità nella sua taverna fuor quella che messer Medicina beveva vernaccia e non più vin da torchio, aderì di buon grado alla dimanda; assoldò un vivace giovinetto, e lo pose sotto gli ordini di sua figlia.
Medicina, che ormai non aveva più alcun dubio sui sentimenti di lei, indovinò sùbito che fosse quella novità; e, se da principio l'accolse con stizza mal repressa, l'accarezzò più tardi come una tacita sfida, come un insulto, che dimandava vendetta.