“Alle corte — continuò a dire Medicina quando vide che le sue parole non cadevano in fallo — bisogna venir fuori da questo viluppo, poichè vi ci siamo cacciati. Già il cielo ne dice: ajutati che ti ajuterò.„
“Dunque?„
“Non mi fate il broncio, figliuol mio, se per oggi vi lascio tutta la vostra curiosità. Risponderò dimani, quando anch'io avrò chiesto a chi si deve, e fiutato ben bene, dove.... il dove lo so io.... Andate intanto a dormire; ed a rivederci dimani, alla istessa ora, e davanti a un fiasco simile a questo.„
Detto ciò, se ne andava, dandosi una fregatína di mano e dicendo: “gli è una buona pasta d'uomo costui; un po' testardo; ma non monta. Tanto torna la gatta al lardo, che ella vi lascia la zampa.„
XXXI.
Il piano di una vasta cospirazione, meditata da un pezzo e ormai matura, che Medicina svelò il giorno dopo all'oste, era accompagnato da quel corredo di circostanze minute e verosimili, che aggiungono fede al più strano racconto. V'era più che bastasse per convincere Bertolino. Inetto a penetrare da sè nel midollo di queste faccende per lui del tutto nuove, egli accettava checchè gli venisse detto coll'ingordigia di un affamato, che ingoja il cibo senza masticarlo. — Ascoltava attonito, ma non incredulo; prometteva ciecamente di fare quanto gli venisse ingiunto, non mirando ad altro che a rivendicare il fatto suo; e non pensava, l'incauto, che quelle promesse lo legavano ad un patto terribile, che gli poteva costare la vita al solo sognarne.
È inutile il tener dietro alle ciance dilungate di Medicina. La cospirazione non esisteva che nella fantasia di lui. Quel metterne a parte un uomo, che aveva grande interesse a prestarvi fede e braccio, era il tranello, in cui sperava cogliere il padre di Maria, per quel perchè già noto a tutti.
A creare un delitto, e sopra tutto un crimenlese, non era necessario nè un grande apparato di indizii, nè il concorso di molte circostanze, nè l'esecuzione materiale d'un atto aggressivo. Bastavano delle apparenze; bastava un'accusa indeterminata, financo la calunnia. Chi sa d'aver meritato l'odio altrui, non a torto ne sospetta e ne teme la conseguenza. — Che ciò potesse accadere sotto la dominazione dei più esecrati fra i vecchi tiranni, noi certo non ne dobbiamo far meraviglia, e molto meno oseremo dubitarne; imperocchè, senza punto interrogare le cronache di quel secolo, troviamo registrato, a lettere di sangue nelle memorie di jeri, non pochi fatti che comprovano questa terribile verità.
Bertolino, dal momento che aveva ascoltato le parole del ciurmatore senza correre a farne denunzia, era reo di morte. Tutt'al più era a disputarsi quale supplizio, dallo spedito capestro all'eterna quaresima, gli verrebbe inflitto. — Ed egli mesceva al suo assassino!
Costui, con arte diabolica, aveva cominciato dal sollevare nell'uomo il più mansueto l'ira che gli bolliva secretamente nel cuore senz'altra manifestazione che rimpianti e sospiri innocui. Il cruccio convertì poscia in livore. Abituò il suo animo alle idee del sangue; gli parlò in nome de' suoi doveri di cittadino e di padre; lo fece sicuro dell'ajuto di innumerevoli compagni; gli rammentò infine la cacciata de' Beccaria, ed il supplizio di frate Jacopo Bussolari, perchè si convincesse aver egli a rifar ciò, che era stato operato da quelli stessi, che ora parlavano dal trono in nome della giustizia, mentre la calpestavano. A questo modo dall'una all'altra parola, da questo a quel proposito, spianando la via ad ogni difficoltà, lo condusse all'estremo di quell'ebrezza, che altro non chiede se non un ferro di cui armare la mano ed un petto in cui immergerlo.