Ecco in poche parole il tristo séguito di quel fatto.

La città, allo spargersi la notizia dell'attentato, assunse un aspetto di lutto generale. Da ciò s'apprende che fin d'allora esisteva quella falsa civiltà, che insegna a mentire publicamente. — Nel cuore di molti, forse in quello de' più, la mestizia non era altro che l'amara delusione di un colpo fallito. Il secolo permetteva queste aspirazioni scelerate. I mali erano estremi; pareva lecito il ricorrere agli estremi rimedj.

Il vero e profondo sgomento esisteva; ma in quali individui? nel servidorame sfaccendato e leccone che aveva associata alla vita del principe la propria fortuna; ne' devoti, che stavano per raccogliere il frutto di lunghe adulazioni; ne' mozzorecchi largamente stipendiati a puntellare il trono colle sceleraggini. — V'erano pure di quelli che deploravano l'acciecamento di Bertolino, che si dolevano di cuore nel vedere messe le sorti del paese nella mano di un farnetico, che si fa interprete di un voto inconsulto. — Questi erano gli uomini illuminati; quindi la minoranza.

Il pericolo del principe fu da tutti creduto gravissimo. Chi ha seguito con noi i disegni ed i maneggi di Medicina saprà che pericolo non vi fu; perchè tutto era preveduto. Il delatore aveva creato un delitto, per assecondare i suoi sentimenti d'odio e di vendetta, per buscarsi il pingue proveccio della denuncia secreta.

Si celebrò la salvezza di Galeazzo con feste religiose e civili. Fu chi la chiamò un miracolo. Il popolo cantò l'A Dio lodiamo; come avrebbe cantato il miserere. — Dimenticò i suoi rimpianti, i suoi sdegni nelle gazzarre. Corse in folla al torneo ordinato dal principe; vi si satollò di stupore e d'allegrezze; e ne ritornò cantando osanna a colui contro il quale, un giorno prima, aveva in secreto scagliato bestemmie e maledizioni.

E la giustizia? decretò la più grave delle pene al povero demente; e, perchè giovasse l'esempio, lo raccomandò alla perizia del più famoso carnefice. Questo ne fece sfoggio; trascinò il reo per le strade di Pavia a coda di cavallo, mentre, zelante come il medico che sorveglia ogni sintomo dell'infermo aggravato, sogguardava il moribondo, e ne consultava i polsi, temendo che la vita di lui gli sfuggisse troppo presto. La natura del condannato non potè reggere a lungo; fu necessario affrettare l'estremo supplizio. — Legato per ciascuna delle gambe al fornimento di due barberi sboccati, venne fatto a quarti da quegli ammali, sospinti furiosamente, a colpi di nervo, in direzione opposta.

La sua agonia fu benedetta da un monaco: le esequie furono celebrate sopra una catasta di legna, entro cui si raccolsero e s'abbruciarono le membra stracciate. La sua tomba fu l'aria, che disperse le ceneri.

La morte del povero demente destò profonda impressione. Egli era reo, e la colpa davanti ai giudizii umani non poteva essere perdonata: ma la pena, perchè intemperante, risvegliava nell'animo dello spettatore qualcosa di pietoso, che ne falsava lo scopo. Il supplizio diveniva la caparra del perdono del cielo; l'uomo, tradito al carnefice come un colpevole, usciva dalle sue mani riabilitato dal martirio.

Qui non hanno fine gli orrori di quella giornata; v'ha assai di peggio. La giustizia umana, dopo aver messo a morte un pazzo, colmava la misura della iniquità, premiando l'omicida. Il vero autore del doppio misfatto, colui che aveva creato l'assassinio e l'assassino, riscuoteva una vistosa somma di denaro, e si meritava la fiducia e la protezione di colui, che fu salvo unicamente dall'apparenza di un pericolo inventato per affrettare l'altrui ruina.

Ma la più laida mercede di tanto delitto non gli fu data da alcuno; gli uscì spontanea dal fondo dell'animo, in cui fermentava da tempo il lievito corrotto della vendetta. — Quando, due giorni dopo la morte di Bertolino, egli incontrò Maria sola, incadaverita, coperta di un sajo bruno, esultò più assai di quella sera, in cui sognava di trionfare della sua virtù. Nè il commovente aspetto del dolore, nè quello ancora più solenne dell'innocenza, bastarono a porre un freno alla sua instancabile persecuzione. Studiò ogni passo di lei per attraversarlo colla sua presenza; giunse alcuna volta a susurrarle all'orecchio qualche parola. — Un dì, in cui ella usciva di chiesa, le disse piano e con un sogghigno infernale “a poco a poco i gruppi verranno al pettine.„ Quelle parole erano un insulto ed una minaccia. Ne tremò Maria; ma l'infelice non aveva altro rimedio che il piangere ed il pregare.