“E il tuo padrone che fa?„
“Il mio padrone è il Conte di Virtù, che Dio conservi„, soggiunse Medicina con accento ipocrito.
“Hai il solito rapporto in iscritto?„
“Sì illustrissimo„ — e in dir ciò trasse di sotto l'abito un portafogli, che slacciò per cavarvi una carta. Nel porgerla al conte, s'inchinò umilmente verso di lui, poi rialzatosi diè di piglio ad un doppiere, fe' lume sullo scritto, e disse: “perdonerà Vostra Grazia, se le presento degli uncini in cambio di caratteri. — Ma la fretta e la paura...„
Il conte era tutt'occhi e leggeva la relazione seguente, che trascriviamo colle stesse parole di Medicina:
“Adì 30 Augusto hujus anni domni al hora XIV el domino Barnabove dixe queste parole al suo famulo et vestro = Messer Johanne Galeacio non se move dil suo palatio de Tesino per tema di noi: verum el prenzipe de Mediolano quando se delectasse de videre et osculare il suo dilectissimo nepote, no harria che a mouere puocchi fidi militi, et currere ad Pavia; et cvm gran festa et clamore saria receputo da i boni Pavesi = Et hoc dixit ridendo quasi ad lacrymas et cum malitiâ mvlta.
“Deinde el che duoppo intervenne in Mediolano magna grameza per la sententia de duoi citadini condemnati a la forcha: caussa el hauere cazato nel bosco de Maregnano de proprietate del predicto Domino.
“Item el camparo de Lambrate fu inguerzito cum uno spuntirolo roxo nel ochio destero, per hauer passato ultra la stangha de la strada privata del predicto Domino.
“Item XII contadini furono mulctati et VII tirannice uerberati per mala custodia de cani.... ad jussum Magistri canateri predicti Domini.
“Item....„