Il cielo era bruno, a quando a quando rischiarato da qualche stella. Il suolo, ancor più bruno, si confondeva in un sol piano suffuso da un'ombra umida e trasparente, di cui sarebbe impossibile tradurre colle parole la vacuità; l'orizzonte soltanto era avvivato da una zona crocea e lucente. L'aria spirava freschissima e calma; il fiume correva placido e deserto. Le barche imborchiate alla riva, resistendo colle loro prore taglienti al corso delle acque, ne accrescevano lo strepito. — Era cessato il lavorío sul ponte; e non restava che una lieve traccia della vita giornaliera nel brillare di qualche lumicino attraverso le impannate trasparenti dei casolari.
In mezzo a questo generale silenzio giunse all'orecchio di Agnesina il canto del popolo raccolto in una vicina chiesuola — Aperse le imposte, si prostese quanto era possibile sul davanzale della finestra, e potè meglio ascoltare il pietoso metro, con cui venivano celebrate le lodi della Vergine, e le armonie del salterio, che ne tempravano il ritmo. — Altre preci vi successero, poi un inno d'adorazione, infine un augusto silenzio, accompagnato dai rintocchi di una campanella. Dopo breve istante echeggiarono le volte di un canto di ringraziamento; poscia tutto rientrò nel silenzio, e non si udì che il sommesso fruscio della folla, che si dileguava.
Ben di buon grado si vorrebbe far sosta a questo punto; perocchè, se i dolori della donzella valsero a suscitare un primo senso di pietà in chi ci ascolta, assai più gradito dovrebbe essere a lui il vederla tornare vittoriosa dalla prova.
La fanciulla, nel rivolgere il pensiero a sua madre, aveva trovato vicino a lei un asilo. Per essa e con essa eravi la pace del cuore; la pace indefettibile e sicura. — Gli affetti non vedono distanze; l'anima sua, avida in questo momento di pigliar il volo al di sopra degli affetti del mondo, ormai non sentiva il peso della catena, che la stringeva alla terra.
Ma la dolcezza, ch'eragli piovuta nel cuore, provida quanto la rugiada pel campo inaridito, non avrebbe avuto durevoli effetti, se Agnesina, rimettendosi sulla via de' buoni propositi, rimaneva sola a combattere, e non incontrava una voce amica, che le infondesse coraggio.
Quella distanza fra il pentimento ed il perdono, che l'anima ravveduta confonde in un sol punto, racchiudeva una serie di dure ed inevitabili prove. Quale sarebbe, e come lunga e difficile l'espiazione, la fanciulla non sapeva dirlo a sè stessa. — Le religiose armonie avevano appunto dissipato le tenebre, rassodato la volontà, rinfrancato il proponimento. Ne' canti di quei divoti aveva parlato la madre sua. La desolata, sollevandosi alcun poco dalla sua umile posizione, aveva chiesto un ajuto; e la pia protettrice era accorsa a lei.
Agnesina, trasportata in quel punto entro le mura del vicino chiostro, avrebbe supplicato colle lacrime agli occhi di potervi rimanere finchè le durasse la vita. Per quanto gravi fossero i sacrificj, che le venivano chiesti come arra di sua fermezza, ella avrebbe acconsentito a subirli, meglio contenta che rassegnata; a condizione però, che il primo atto di sua volontà fosse accolto come un voto saldo ed immutabile.
La poveretta sapeva con chi avesse a fare; sapeva che il cuore, pronto talvolta a dar tutto sè stesso in un istante, diviene peritoso e malfermo se gli vien concesso tempo di ritornare sopra le sue generose risoluzioni. — E non s'ingannava. Le scosse ricevute la rendevano dubiosa di conservare il dominio di sè. Ogni atto di volontà, ogni virtuoso desiderio, ogni proposito rassomigliava alle orme stampate nell'arena. — Esse attestano, finchè dura la calma, su qual via fosse diretto il passaggero; ma se ferve la tempesta, non appena impresse, si cancellano.
IV.
Prima di narrare come escisse la fanciulla da questo bivio, è necessario dire chi ella fosse; se pure non fu già colpa, tacendolo fino ad ora, l'aver chiuso la via al lettore di sciogliere da sè la questione, e d'indovinarne la fine, coll'ajuto della storia.