All'impreveduta comparsa, Agnese tornò quasi a dubitare di sè. Agitata e sbigottita, ella tremava; voleva parlare e non sapeva trovare una parola. Si stringeva al petto con maggior forza il bambino, come se le fosse scudo a un pericolo indeterminato. Fissò con occhio incerto e pieno di lacrime quella apparizione, ma non potè reggere agli sguardi commossi che ella incontrava. — Canziana era tornata alle parole tronche ed insignificanti; la buona donna, vinta dalla pietà, spendeva ogni sua forza a soffocare il pianto.

“O Agnese, ripetè il conte ponendosi una mano al petto, ecco la cagione prima di tutti i vostri mali. Io non dissimulo la mia colpa, io non cerco scuse. Solo vi assicuro, che l'offensore è assai più sventurato dell'offeso; questo è l'unico titolo, che io vanto, per credermi meritevole della vostra pietà.„

In dire queste parole, il conte s'avanzò fino al letto d'Agnese, e vi si inginocchiò allato.

Agnese restò come interdetta. Il suo cuore, straziato da una passione che soverchiava ogni altro sentimento, non gli suggeriva una parola; e, quando pure l'avesse trovata, il labro non sapeva pronunciarla. Fu ancora il conte che ruppe il silenzio.

“Voi tacete, o Agnese? che devo pensare? Esitate forse nel pronunciare una parola severa? Ditela, io vi sono preparato; quella parola non può essere d'odio e di sprezzo. Voi non conoscete ancora la storia de' miei mali, non sapete che l'ingannatore fu prima di voi vittima d'un inganno. Per dovere di carità, prima di condannarmi (giacchè per certo non desiderate di trovarmi colpevole) voi vorrete ascoltare le mie parole.„

“Lasciate che dica anch'io la mia; interruppe Canziana. Figliuola diletta, checchè possa essere avvenuto in addietro, fatto è che chi vi rende oggi il vostro Gabriello è il Conte di Virtù.„

“È suo padre„, disse il conte con voce appena intelligibile.

Agnese a quelle parole si coperse il volto, e pianse; ma le sue lacrime non erano certamente di sdegno o di dolore.

Dopo un breve silenzio, dileguatosi il rossore che ella aveva tentato di nascondere, rilevò la testa, e veduto l'atteggiamento in cui si teneva il conte:

“Che fate, gli disse; levatevi, o signore; che v'ha d'attraente nella miseria perchè v'inchiniate a quel modo davanti ad essa?„