Lasciamo al lettore il definire se in queste parole si celasse un avviso od un rimprovero, se fossero dettate da sentimento di pietà, o da un sintomo inavvertito di gelosia. È probabile che vi entrasse un po' di tutto.

“Voi mi parlate di Caterina? Infelice creatura! Non fu mai fatto strazio più crudele della volontà di una donna. — Fanciulla, fu ceduta al migliore offerente; al Conte di Virtù piuttosto che ad altri, perchè il conte la chiedeva a più larghi patti. Sposa, si vuol fare di lei un secreto strumento del signor di Milano. La timida donna non è atta a tanto. — Una lettera di suo fratello Rodolfo la impegnava due giorni fa, in nome del padre, a spiare le mie intenzioni e a riferirle. Ella respinse la proposta; si chiama o si sente inetta a così odioso incarico. — Io ebbi nelle mie mani lo scritto dell'uno e la risposta dell'altra. Caterina è incapace a far male.„

“Perciò appunto io rispetterò la calma, di cui ella gode. La mia presenza potrebbe turbarla.„

“Se avete fede in me, se credete alle mie promesse, non dovete temere per lei. La fermezza, con cui vi do parola di volere rispettare i diritti di quella donna, deve essere una guarentigia sacra e solenne anche pei vostri. — Orsù Agnese; non create ostacoli alle mie risoluzioni. È tempo che il timido vassallo di Barnabò scuota il giogo, e ripigli la sua autorità. — Prima di amar voi, prima di sposar Caterina, io era secretamente legato alle sorti di vostro padre e de' suoi amici. Ho temporeggiato anche troppo.„

“Io non comprendo, come ciò che mi chiedete possa entrare in tali disegni.„

“Dal momento che la figlia di Maffiolo Mantegazza avrà posto il piede nel castello di Pavia, dirò che ho gettato il guanto al Visconti di Milano.„

“Ma con qual titolo la figliuola del proscritto varcherà la soglia della reggia dei Visconti?„

“Potrà entrarvi come un'infelice profuga e perseguitata che chiede ed ottiene protezione, ospitalità. Potrà rimanervi come dama d'onore di Caterina nel novero delle matrone e delle donzelle, tolte alle famiglie più affezionate al Conte di Virtù. — Vi è grave, lo so, questo nome; ma, per la memoria di vostro padre, non lo rifiutate. Il sacrificio lo rende nobile; se questa proposta vi fosse sembrata bella e fortunata, allora vi direi: diffidate, o Agnese. In far ciò che vi è grave, avrete salva almeno la vostra coscienza.„

Fra le tante ragioni, colle quali il conte tentò smovere l'animo d'Agnese, questa fu la più valida. Cedendo in altro tempo alle parole di lui, aveva provato un'ebrezza lusinghiera; quell'ebrezza era stata un inganno. Ora ad una preghiera, fattale dalla stessa persona e con non meno vivo affetto, ella provava una commozione grave, solenne, quasi dolorosa. Ma l'idea di un sacrificio ripigliò su lei quell'impero, che altra volta fu usurpato da una vana lusinga di felicità. Tacque Agnese, ma il silenzio ebbe il significato di un'affermativa rassegnata. Il suo aspetto calmo e sereno crebbe il valore della tacita risposta. — Il conte e Canziana l'interpretarono come un si; e l'accolsero con immensa gioja.

CXLI.