Se Medicina avesse preveduto d'incontrare tanta gente, non sarebbe passato per quei luoghi; ma poichè vi si trovava, vedendo che il suo aspetto non fermava lo sguardo d'alcuno, e che le abitatrici del trivio erano tutte occupate in provare che i migliori tempi avrebbero racconciato l'appetito della gente e il commercio della roba mangiativa, tirò avanti, studiando il passo, e cercando di nascondere la testa ed il volto nel cappuccio.

Sul più buono, dopo d'aver felicemente superato più della metà del cammino pericoloso, quando cominciava a respirare largamente e a credersi quasi in salvo, vide sboccare da una viuzza e scendere nella piazzetta la sciagurata Canidia, che gli veniva incontro. — La riconobbe subito e tremò. Diè d'occhio a destra e a sinistra per scoprire una scappatoja, e passare inosservato. Non trovando altro partito, escì dalla retta che percorreva, e cercò di nascondersi fra le baracche. Ma la strega che aveva scoperto l'uomo e le sue intenzioni, ripiegando dalla stessa parte e circuendo la medesima baracca, gli si presentò di fronte, piantandogli in volto due pupille di fuoco, che volevano dire un mondo di cose, non del tutto cortesi — Medicina avrebbe voluto risponderle con un'aria attonita e indifferente, come se fosse un uomo nuovo; ma l'ideato stupore si dileguò sur un viso sbugiardato dallo spavento. A dispetto d'ogni proposito, il falso viandante apparve più che mai il troppo noto ciurmatore.

“Dove andiamo a quest'ora e in quest'arnese?„, dimandò ella con piglio arrogante.

“Eh... che dite? che volete da me...? io non ho nulla a fare con voi.... non vi conosco, io: lasciatemi andare„, rispondeva Medicina; e intanto cercava di svignarsela con uno sciambietto un po' troppo svelto per chi portava quella barba. La sua voce era assai alterata; ma era la voce di Medicina falsata soltanto dalla paura.

“Si parte dunque, senza neppur dir crepa agli amici? — riprese la furia, incrociando le mani sul petto con una posa virile, che dinotava minaccia e comando — Tutti i giorni se ne impara una....„

“Lasciatemi andare„, interruppe Medicina con una voce divenuta fessa e piagnolosa, che aggiungeva all'espressione dello spavento il tuono accusatore della preghiera.

“Non mi fuggirai, mio bel cecino d'oro, finchè non mi avrai pagato lira e soldo quel che mi è dovuto.„

Medicina, invece di rispondere, tentò strapparsi dal viluppo e fuggire. — Ma Canidia, non meno pronta di lui, slacciò le braccia conserte, e con una mano di ferro lo strinse al pugno, dicendogli senza curarsi di parlar sottovoce:

“Ah traditore! ah viso di fariseo! È questo il bene che tu vuoi alla Canidia tua? è questa la mercede de' miei servigi?... mostro!„

“Ho da dirvelo un'altra volta che io non vi conosco; che sono un povero...?„