Fin qui Canidia non aveva messo fuori che una cabala di parole, accozzate a libito, che potevano servire di preambolo a predizioni di opposta natura. Eppure, come lo zagarello ebbe la virtù di scuotere i sensi morti dell'iniziato, quelle frasi, pel merito forse di chi le pronunciava, per la solennità della notte, e per i lieti successi che promettevano, aggiunsero fuoco alla sua fantasia, e fecero battere un cuore, per solito inerte. — La fattucchiera s'era avveduta di ciò, e ne andava superba; poichè da una prima vittoria traeva la certezza di riportarne un'altra assai più vantaggiosa.
CV.
“Dimmi ora, come abbatterò io quell'emulo, che signoreggia vicino a me, e confonde la sua miseria colla mia potenza?„ — chiese Barnabò col tuono riverente di chi aspetta un consiglio.
“Non colle armi, o principe:„ rispose nettamente Canidia.
“Con qual mezzo, dunque?„
“Se il tuo rivale fosse povero, ti direi, fállo ricco: egli è debole; ed io ti dico, fa di lui un uomo potente.„
Il tenore di questo responso s'accostava all'assurdo, e l'assurdo ha le sue attrattive. Una verità ovvia non avrebbe produtto il magico effetto di questo paradosso.
“Dar mezzi a colui per soverchiarmi?...„ chiese Barnabò sorpreso, ma non scandolezzato, da simile proposta.
“È scritto così. — L'umana saggezza fonda i suoi consigli sui precetti dettati dall'esperienza; ma la grande maestra che insegna le regole della vita, non tien conto delle eccezioni. Il perchè, anche i saggi s'ingannano a partito. Non chiedere alla fortuna, perchè ella sia talvolta prodiga, tal altra avara; essa è l'aggregato di oscure virtù, le quali non hanno nome. Se le sue leggi fossero moderate da quella sapienza che regola il mondo, ella non sarebbe nè cieca, nè dea. — Chi spinge la nave in un mare ignoto, studia forse e indaga la ragione del vento propizio che io incalza, o dell'avverso che lo rattiene? Bisogna spiare la fortuna e sorprenderla, non mai interrogarla, e peggio tentare di costringerla„.
Canidia, dopo queste parole, rimase muta e pensierosa, colla testa alta e l'occhio rivolto alle stelle, quasi aspettasse di là l'inspirazione profetica. — Barnabò invece, come uomo smarrito in un mondo sconosciuto, attendeva in silenzio il momento d'esserne cavato; e, pigliando un'aria mansueta, sembrava dimandar pietà a chi lo aveva abbandonato in quelle angustie. Ad arte la fattucchiera non lo distolse per qualche tempo a' suoi pensieri; l'imbarazzo accendeva la fede nell'animo dell'iniziato, e lo preparava ad ascoltare ed a gradire i patti ch'ella stava per imporgli.