Rimpetto all'edificio di Pietro da Figino, surgevano a chiudere la piazza, baracche e tavole posticcie di barattieri e di mercanti da commestibili; le quali più tardi vennero murate e rese stabili, ed usurparono per incuria dei nostri maggiori il diritto d'ingombrare un'area preziosa. Tale è l'origine di quelle luride sorciaje, che ne costeranno un occhio, se vorremo ricuperare il trasandato diritto, e procurarci una piazza degna dei tempi e del monumento che le sta di fronte.
CXVIII.
Il popolo, facendo ala per le strette vie della città, accompagnava la splendida cavalcata con quell'aria meravigliata che i grandi e gli adulatori interpretano come ossequio, ed è per solito attonitaggine passaggera. — L'uno ammirava le vivaci corvette di un cavallo; l'altro lo splendore dei metalli preziosi e delle gemme; gli uomini cercavano, con occhio più o meno esperto, la più ricca delle cotte o la più micidiale delle armi; le donne il più bel volto o la più studiata attillatura. — Ma nessuno era commosso. Solo una persona leggeva la verità su tutte quelle fisonomie; e costui era il conte. Nessuno poi penetrava i misteri della sua fronte imperturbata: nessuno prevedeva che mentr'egli s'avviava ad una festa, discuteva alti disegni, e congiurava all'ombra della sua magra riputazione.
Passata la comitiva, le due ale di popolo si precipitarono nel mezzo della via, come la terra asciutta rientra nel solco tracciato dall'aratro. — Intanto, nel ritornare alle proprie bisogna, tutti avevano una parola a dire.
“Bel colpo d'occhio!„, sclamava l'uno con accento dì sincera meraviglia.
“Bello davvero! ripeteva un altro. La corte di Pavia non vuol confronti in suo danno„.
“Ma i nostri cavalieri, aggiungeva un terzo, e sopratutto quelli della compagnia di S. Giorgio... altra roba. Più maestosi i cavalli, più ricchi gli arnesi.... che pezza d'uomini poi!...„.
In questa entrava nel crocchio un vecchietto rubizzo e franco, che volle pur dire la sua.
“Voi siete rimasti con tanto di naso a vedere un simile corteggio. — Bella cosa esser giovani; ma io non vorrei cambiar con voi le mie sessanta quaresime, quando dovessi rinunciare al piacere di ricordare i miei tempi„.
“Che avete veduto?„, dimandarono in coro gli astanti.