“Pur troppo, riprese il vecchio; e perciò, ripeto, non mi dolgo de' miei anni, chè almanco posso vantarmi d'aver vissuto. — Dica lo stesso, se il può, questa gioventù azzimata, che non sa far altro che.... Gli avete visti i nostri... e tanto basta...„

“Pure il Conte di Virtù non è un... non è come...„ balbettava taluno.

“Ei sa spiumar la gallina, senza farla strillare„ interrompeva l'altro.

“Bell'indovinare„, diceva un terzo...

“Ei deve essere buono tre volte, — tornava a dire il primo —; all'opere ed al viso, si giurerebbe che lo hanno barattato a balia„.

“Per me sarei pronto a giurare invece, ch'egli non è diverso da suo padre...„

“Che vorreste giurare....? giurate che quando è notte fa bujo, e che acqua torbida non fa specchio. — Chi ci legge dentro„... soggiungeva l'incredulo.

“Lasciate parlare a chi ne sa„.

“E ne sapete voi più degli altri? Fuori dunque: ma fatti; non parole; che di ciarle ne ho pieno...„

“Io sono pavese; dunque, debbo essere in grado di giudicarlo meglio, colui. Il Conte di Virtù non somiglia punto nè a suo padre, nè a suo suocero. Io non dico chi più valga tra costoro. Conoscete voi, messer Barnabò: eh impossibile il non conoscerlo (e faceva un certo modaccio colla mano come volesse dire; — dovete averne assaggiato il peso.) Ebbene da lui imparate a conoscere il nipote: il rovescio della medaglia„.