“Poi?„

“Entrare in quella casipola e salire nella camera di madonna deve essere affar tuo„.

“Ponete che io vi sia: e che devo fare colà?„ — Medicina si chinò all'orecchio dello sgherro, e gli pronunciò alcune parole, alle quali aggiunse: “guai a te se cedi alla tentazione di mettere la mano ad altro; scendi tosto, e fa di porre al sicuro il tuo fardello. — Hai la scala di corda per ciò? Molto mi cale della tua vita, sai? perciò voglio salva quella di un altro. — Il suo riscatto deve pagare ad usura le mie e, se avrai senno, anche le tue fatiche„.

“Dio me la mandi buona„ — interruppe il Seregnino con un'aria di malcontento.

“Di che hai paura?„

“Ho paura di voi; se la cosa mal riesce, chi mi scampa dal vostro furore?„

“Tu pigli un passo inanzi, volpone. Pensa piuttosto che se ti mostri accorto, ed assecondi a dovere il mio comando, per te...„ e il suono affettato in cui morì questa reticenza doveva equivalere alla più generosa delle promesse.

Ma il Seregnino ne ricordava altre andate in fumo, anche malgrado i buoni auspicii; per cui risolvette di obedire, solo perchè il non farlo sarebbe stato un partito assai più temerario.

Dopo ciò, Medicina esci dalla macchia, e Bergonzio si pose a terra intonando una litania di sospiri e di gemiti, com'erasi convenuto.

Agnese in più d'un'occasione aveva incontrato Medicina; spesse volte poi aveva udito parlare di lui, e s'era fatta una giusta idea dell'esser suo. — Ma in quella oscurità e in quell'arnese, nessuno, nemmeno chi lo conoscesse perfettamente, avrebbe saputo riconoscerlo. Egli s'era ravvolto in un ampio mantello, fuor del quale esciva il cappuccio della sottoveste, che gli pioveva sul volto. Una barba posticcia gli copriva il mento; una simulata compunzione gli spianava le solite rughe della fronte; e del ribaldo non restava altra apparenza fuorchè l'inestinguibile fuoco de' suoi occhiacci sinistri.