Quando fu vicino alla casetta, si tolse dal sentiero del bosco, e camminò dritto, a passo celere, verso la finestra illuminata. E giunto a tale distanza da potersi far sentire, chiamò a sè l'attenzione d'Agnese, pronunciando e ripetendo con voce piagnolosa “Deo gratias„. Il Seregnino intanto, fido agli ordini ricevuti, mandava gemiti, ed implorava la mercè di Dio e degli uomini, che era uno stringimento di cuore a sentirlo.
“Ah! benedetta — proruppe il ciurmatore con voce alterata quando vide Agnese; — qui vi sarà qualche anima buona che non si rifiuta di prestar soccorso ad un mio compagno...?„
“Che è accaduto?„ dimandò Agnese affacciandosi alla finestra.
“Non udite i suoi lagni?... poveretto... egli è là„
“Chi? dove?„
“Là abbasso... sdraiato a terra... un moribondo„ Un momento di silenzio permise ad Agnese di ascoltare i gemiti del Seregnino, che, giunti al suo orecchio, avevano tutto il prestigio di un'invocazione pietosa ed urgente.
“Egli era poc'anzi sano al par di me e di voi, ripigliò il ciurmatore. Un male improviso lo colse, e lo ridusse in fin di vita. Svegliate qualcuno, per carità; questa casa non deve essere abitata da voi sola. Per l'amor di Dio e del prossimo, per l'anima di quel cristiano, che implora di morire in grazia di Dio, accorriamo ad aiutarlo. — È lontana da qui la parocchia?„
“O Vergine santa, che mi dite mai! Attendete che io discenda; risveglierò una famiglia da bene, che abita qui vicino. È buona gente che ci ajuterà.„
“Il ciel vi rimeriti, o madonna. Ma, per giovare al prossimo, badate a non far danno a voi stessa. Avete in collo un bambino; non lo esponete al freddo; ditemi a qual porta devo bussare; andrò io stesso...„
Ma Agnese, che non dava più retta a queste parole, visto che il suo bambolo dormiva, senza porre tempo di mezzo, senza discutere tra sè e sè l'opportunità di ciò che era per fare, collocò la creatura sul letticciuolo, e il lume a terra; poi, ravvicinate le imposte della finestra, si dispose a discendere.