Cap. XII. Forza motrice.

Le operazioni che si compiono in una latteria sono intellettuali e materiali o meccaniche ad un tempo; l'intelligenza guida e la mano eseguisce. Una parte del lavoro spetta dunque alla mano, ovverosia viene compiuto mediante consumo di forza motrice; tal'è il funzionamento della scrematrice centrifuga, della zangola, della impastatrice del burro.

Ogni forza motrice costa danaro. Bisogna dunque sin dall'impianto della latteria occuparsi di questa faccenda, scegliere la forza occorrente e proporzionarla alla entità della latteria ed alle esigenze di questa.

Le forze motrici applicabili alle latterie sono:

L'analisi tecnica ed economica di queste diverse forze motrici appartiene alla meccanica e quindi supera i confini del mio modesto libro. Solo dirò che ognuna delle nominate forze motrici ha i suoi vantaggi ed inconvenienti, ma che il valutare giustamente gli uni e gli altri è cosa che vuol essere fatta caso per caso e luogo per luogo. Talchè consegue dopo un diligente esame delle condizioni locali che a certe latterie conviene adottare una data forza e ad altre latterie ne conviene invece un altra.

Per le piccole latterie la forza dell'uomo è la più comoda, la più sbrigativa, la più naturale. Ma allorchè la latteria supera una certa quantità di latte, per esempio otto o dieci quintali al giorno e se lavora colla scrematrice centrifuga, la forza dell'uomo diventa costosa, irregolare ed incomoda; bisogna dunque cercare la forza motrice altrove ed impiantare un macchinario. Quale?

Guardiamoci in giro ed osserviamo come si regolano le diverse latterie.

Il maneggio a cavallo è adoperato in molte latterie private della bassa Lombardia per azionare la zangola, che è piuttosto pesante e voluminosa.

La macchina a vapore trovasi nelle grandi latterie cooperative oppure private. È l'anima della grande industria, è la caratteristica dello stabilimento industriale che lavora 50 come 300 quintali di latte al giorno.