Condottiero supremo. Avranno tutti questi altrettanti consigli particolari sotto i loro ordini non meno, che una sufficiente quantità relativa di celeri, per quanto loro spezialemente concerne.
Gran celiarca.
Maestro delle artiglierie.
Topografo generale.
Tribuno capo di tutt'i fanti.
Maestro di cavalli.
Tutt'i condottieri principali.
Ventiquattro connestabili.
Quattordici celeri.
I membri del gran consiglio ambulante di guerra. Coi loro rispettivi consigli.
L'alto censore, direttore di tutto quanto è relativo al buon governo.
Gran questore, per quanto è relativo ai fondi, etc.

Questo generale ordinamento, sarà dal condottiero supremo con esattezza, ma solo rispetto alle operazioni combinate, e sull'universalità delle bande, sparse sulla superficie del territorio, messo in pratica. Non sarà, per esempio, necessario, che quelle bande, il numero delle quali, in una provincia può tre o quattro eserciti consolari formare, sieno riunite, ed agiscano regolarmente come legioni, etc. Ma solo dal capo riconosciute, e per via di ciascun condottiero di distretto, cantone, e provincia, secondo il detto sistema classificate, ed in corrispondenza; potrà quegli, volendo un movimento combinato, e parziale, operare, solamente quella tal parte che giudicherà conveniente, avvertire, quella tal legione, sola far muovere che si trova della combinazione a portata, se così stima per lo migliore, e potrà, libere d'agire a loro talento nel circolo speziale, dove fan guerra, per tal modo le altre lasciare. Terrà dunque il condottiero supremo un registro generale delle bande da lui riconosciute, colle quali in corrispondenza manterrassi. Nel sopra espresso modo registrata, sarà, secondo il suo numero d'uomini, ognuna su di quel sistema ordinata. Per esempio, una banda di dieci uomini, che agisca da per sè, non sarà che una decuria, ed il suo condottiero, non sarà più che decurione. Ma se questi l'aumenterà fino a venticinque, diverrà per quel fatto, capo-venti se fino a cinquanta capo-truppa, etc., e così in seguito; semprecchè non venga dal condottiero supremo o principiale del circolo dove si mantiene, avvertita di dover in tale o tal altro modo, a movimenti combinati, cooperare d'accordo, ed in unione con tal altra decuria, o centuria, etc. alla quale nell'ordinamento generale appartenga. Non dipenderà per quelle date speziali operazioni da altri capi, e potrà qualunque particolare impresa, da sè sola portare ad effetto, quando la giudichi, al paese convenire.

In ragione dunque della sua forza nel sopra indicato modo, ciascuna banda ordinerassi; ed eccettuando il caso di operazioni combinate, per le quali dovrà obbedire agli ordini del condottiero supremo, dai celeri suoi, o dai condottieri principali di provincia, cantone, o distretto, gerarchicamente trasmessi, godrà ogni banda d'una perfetta indipendenza. Non dovranno mai essere i condottieri da una banda, all'altra, nè dalla loro rispettiva, rimossi o separati, ma sempre dovranno con gli stessi volontarj vivere, mangiare, dormire non meno, che combattere.

Possono essere le bande di soli fanti, di sola cavalleria, o di ambo queste armi, composte, e tanto le une come le altre dovran essere nel modo di già indicato, ordinate, e regolate.

Difficoltà grande per provvedersi di cavalli, quando si parla di formare una banda di cavalleria, pare affacciarsi. E se mai il sovra-esposto esempio del medico Palarca, la facilità di togliere i cavalli al nemico, sorprendendolo, come noi crediamo, ad evidenza non dimostrasse, aggiungeremo primieramente che possonsi avere cavalli, se i volontarj sono d'un paese, dove quelli abbondino, e coi proprj, si presentino, si riuniscano, e forminsi gl'individui in una banda di cavalleria. Questo è il più facile modo, e secondariamente, si otterranno, se conoscendo i cittadini la grande necessità di avere alcuna di tali bande; malgrado, che il paese sia scarso di cavalli atti a militare, ed i pochi esistenti deboli, o mal formati, siano ben decisi a toglierli al nemico, pel desiderio di combattere a cavallo, e con quelli posseduti da lui, si montino. Nell'ultima guerra di Spagna contro i Franco-apostolici, ordinati quegl'Italiani proscritti, che colà si trovavano, in un battaglione di granatieri sotto gli ordini del colonello Pacchiarotti, ed in un corpo di lancieri sotto quelli del conte Bianco, in Catalogna, per lungo tempo militarono. Ma siccome non era quella truppa stata d'ordine del governo armata, ed ordinata, perchè las Cortes finattantocchè la rovina del sistema constituzionale agli occhi di tutti certa non fosse creduta, alla formazione di legioni straniere, negarono di rivolgere il pensiero, e quando poi le ordinarono, soli pochissimi giorni d'esistenza in Catalogna aver potettero; la Deputazione provinciale, le armi, e necessarie assise per un battaglione di fanti a conto della provincia, generosamente agl'Italiani fornì. Però, considerandosi essere cosa necessaria, quella di avere anche cavalleria della propria nazione, e molti uffiziali, di servire a cavallo desiderando, si decisero benchè privi affatto di mezzi, a formare, ed ordinare un corpo di lancieri italiani uffiziali volontarj; e per giungere al loro scopo, la divisa da granatiere datagli dalla deputazione provinciale, alla foggia di quella dei lancieri della guardia imperiale di Napoleone, ridussero, ed il fucile, etc.; con sciabola, pistola, e lancia permutarono. Contuttocciò un'altra maggior difficoltà loro presentavasi, e quella si era di trovar cavalli, perchè neppur uno dal governo spagnuolo ne potevano sperare. Pochissimi fra loro, siccome proscritti, avevano danari sufficienti per comprare il proprio, anzi molti trovavansi, d'ogni mezzo per montarsi, mancanti. Essi dunque al modo il più difficile, ma il più guerriero, il più ardito, ma il più efficace, ricorsero. A piedi collo schioppo alla mano nelle file del battaglione, la cavalleria apostolica furiosamente assalivano, l'uffiziale, o soldato nemico scavalcavano e sul posto trafiggevano. Quindi del suo cavallo, arnesi, armi, e taglia s'impadronivano; così a poco a poco, a misura che le scaramuccie, ed i combattimenti si succedevano, il corpo formavasi dei lancieri italiani, ed ingrossava. Altri cavalli poscia comprati coi fondi ricavati dal bottino, che tutto intiero a quell'uopo si destinava, agli acquistati colle armi aggiugnendo, un corpo sorse d'uffiziali volontarj lancieri maravigliosamente in breve tempo formato, ed ordinato, che fù sempre da quanti Spagnuoli, e nemici stessi lo viddero, per valore, energia, e sveltezza in agili fazioni dimostrata, come per l'elegante assisa, che i volontarj adornava, da tutti sommamente apprezzato, e stimato. Eccone abbastanza, per la formazione delle bande di cavalleria. Presso del condottiero supremo, e di tutt'i condottieri principali, vi sarà un numero di volontarj a cavallo, disarmati, e vestiti alla foggia dei contadini, della provincia, i quali serviranno per portare gli ordini verbali, o scritti in cifra, da una banda all'altra etc. Questi saranno riconosciuti da un segno di convenzione stabilito al cominciamento della guerra.

Alle falde dei monti, nello spazio tra un fiume, e l'altro, nelle boscaglie, lungo quelle, sulle colline, e nelle pianure coperte da siepi, o tagliate da paludi, etc.; che siano dai volontarj perfettamente conosciute, possono ben mantenersi le bande di cavalleria, essendo soggette alla necessità de' foraggi, etc. E possono le bande a cavallo, sì pel trasporto rapido in groppa di fanti da un punto all'altro del paese, come per valicare i fiumi, in questa guerra grande vantaggio arrecare, non meno, che per quelle operazioni ardimentose, e spedite, che, il nemico sorprendendo, l'istupidiscono, confondono, e quasi sempre, quando sono ben dirette, un effetto decisivo, e completo producono. Per lo più, in quelle portentose incursioni succede, che un pugno d'uomini decisi e svelti, forti corpi di truppa regolare distruggano, ed alcune volte della liberazione d'una provincia, del possesso, o della caduta d'una piazza, della cooperazione degli abitanti d'un paese, della rovina del nemico, e del trionfo della causa, compiutamente decidano. Debbono i volontarj a cavallo, essere d'un'attività, ed energia sorprendente, a tutta prova, buoni maneggiatori dei cavalli, della sciabola, scure, lancia, e falce a manico rovesciato, etc.; arditi, ed intraprendenti.

Le bande a cavallo, oltre del danno, che possono da sè sole nel circolo speziale delle loro operazioni, al nemico arrecare, sono utili alle bande de' fanti, onde i lati del cammino, boschi, selve, e foreste, perlustrare, servire da corridori, trasportare i fanti in groppa. Non mai in linea, ma sempre in foraggiare, debbe tal cavalleria caricare; ed il loro ordinamento generale, dovrà essere diretto da un maestro de' cavalli, dipendente dal condottiero supremo, e presso di lui, residente.

In quanto alle particolari loro operazioni, la condotta di Palarca, e don Julian, dovrà da un condottiero de' cavalli, essere imitata. Quest'ultimo, quando venne informato avere Ciudad Rodrigo un rinforzo di vettovaglie, e soldati ricevuto, formò l'arditissimo progetto di prendere, e portar via tutto il bestiame, ch'era stato nella città introdotto, ed ogni giorno fuori della medesima, sotto la protezione dei cannoni dei forti, al pascolo si conduceva. Ei giunse determinatamente di gran carriera; sbaragliò la truppa che stava di guardia; sprezzò il fuoco dei cannoni, che senza posa contro di lui tiravano a scaglia; prese gran parte del bestiame e se lo portò via. Di più il governatore generale Reynauld, alla vista della piazza e sotto il tiro dei cannoni, credendosi sicuro, e avendo con una piccola scorta passato l'Agueda, fù preso dal condottiero e menato in prigionia. Oltre di ciò si potranno pure dal trattato del sig.rLemiere sui partigiani, molti ed utilissimi ammaestramenti sul modo da tenersi dalle bande a cavallo in questa sorta di guerra, ricavare.

CAPITOLO XV. DEL VOLONTARIO.

Ben differente da quell'essere infelice, a viva forza per servire sotto le bandiere del tiranno dal seno della sua famiglia, trascinato; o da quel vile scioperato, che per una convenuta mercede mette, per un corso determinato di anni, la sua persona ad iniqua usura, e la sua vita vende a basso prezzo, durante il qual tempo, con disonore, ed impudenza, come infame prezzolato sicario del crudele dominatore, alla cieca impiegasi contro de' disgraziati popoli, che per quella cagione sono a gemere in segreto sotto la compressione di uno scettro di ferro, miseramente costretti; ben differente, io dico, quel cittadino debb'essere, che animato da sagrosanto entusiasmo, alla patria i suoi averi, e la sua vita liberamente consagra, e per servirla nella terribile contesa, e per la riescita del gran progetto, impugna intrepidamente le armi.