Di presente gli ordini delle colonie essere molto varj, siccome quelli, che furono l'un dopo l'altro stabiliti alla spicciolata, e dovettero alle circostanze ed accidenti de' diversi tempi accomodarsi; perocchè altri dovettero essere ne' primi periodi di ciascuna colonia, ed altri, quando esse si trovarono ad un ulterior grado di popolazione, di territorio e di ricchezza pervenute. In alcune da prima non avervi avuto altro, che un governatore assistito da due o tre consiglieri, poi più essere stati arroti; poi la Corte di giustizia eretta; poi le Assemblee create.
Siccome le costituzioni delle colonie sono state diversamente composte, e quasi alla spezzata; così dover esse per la necessità delle cose rimanere dalla giurisdizione della comune patria dependenti; niuno aver mai la posizione contraria mantenuta, innanzichè queste nuove dottrine andassero attorno; gli atti del Parlamento essere stati non solo senza alcun dubbio della legalità loro fatti, ma eziandio con applauso universale accettati, e volonterosamente obbediti; i porti loro essere stati alle dogane ed a regole sottomessi, che e mettevano un certo freno, e diminuivano il traffico loro; e gabelle essere state messe, e tra le altre quella delle poste, le quali andarono ad impressionare ed a ferire le più interne parti del commercio loro; e nissuno mai, salvando questi nuovi dottori, essersi dato a credere, le colonie non dover essere dall'autorità del Parlamento tassate, regolate ed obbligate.
Non poter esservi dubbio, che gli abitanti delle colonie sieno altrettanto rappresentati nel Parlamento, quanto la maggior parte del popolo d'Inghilterra, poichè nel numero di nove milioni di questo, otto milioni ne sono, i quali non hanno diritto di rendere, e non rendono partito nella elezione dei membri del Parlamento; e perciò tutte queste argomentazioni addottesi per provare non essere le colonie dependenti dal Parlamento, derivate da motivi di rappresentazione, esser vane; anzi provar anche troppo, perciocchè vanno a ferire tutta la presente costituzione dell'Inghilterra. Ma la cosa essere, che un membro del Parlamento, eletto da una borgata qualsivoglia, rappresenta non solo i commettenti ed abitanti di quel particolar luogo, ma ancora quelli di ogni altra borgata della Gran-Brettagna. Ei rappresenta la città di Londra, ed ogni altro Comune del regno, siccome anche gli abitanti di tutte le colonie e dominj della Gran-Brettagna; ed è per debito e per coscienza a tener cura degl'interessi loro obbligato.
Esser vana e falsa la distinzione tra le tasse interne ed esterne. Si concede le restrizioni sopra il commercio, e le gabelle sopra i porti poste essere secondo la legge, e si niega nel tempo medesimo il diritto del Parlamento della Gran-Brettagna d'imporre tasse interne sopra le colonie. Ma, e che differenza passa mai tra le prime e le seconde? Una tassa posta in un qualche luogo non è ella forse, come quel ciottolo gettato in uno stagno, il quale increspa a mò di circolo la superficie dell'acqua, e questo circolo ne produce e dà moto ad un altro, e questo ad un altro ancora, finchè tutta quella superficie si trovi dal centro fino alla circonferenza agitata? Nissuno non credere, nissuno non confessare essere manifesto, che una gabella di dieci, o di venti per centinajo posta, per cagion d'esempio, sopra il tabacco, o sia ne' porti della Virginia, o sia in quel di Londra, non sia una vera e reale gravezza, o tassa posta sopra le terre della Virginia stessa, nelle quali cresce il tabacco, e lontane anche a cento miglia dal mare.
La protezione essere quella, che dà il diritto della tassazione; le obbligazioni reciproche tra le colonie e la patria loro essere connaturali, e derivanti dall'un canto dalla difesa e protezione, dall'altro dall'obbedienza; ed essere cosa molto obvia, che o le colonie debbono essere in tutto ed in ogni special parte dependenti dall'Inghilterra, o del tutto dalla medesima separate e disgiunte. Non trattarsi ora qual fosse la legge, qual fosse la costituzione; ma versare la controversia in questo, quale sia ora la legge, quale la costituzione. Ciò esser la legge, ciò esser la costituzione, quello esser il diritto, che fu senza contraddizione, e per sì lungo tempo, ed in numerosissimi casi per tale riconosciuto, per tale esercitato da una parte, e approvato ed obbedito dall'altra. Le altre esser troppo sottili opinioni, o vane immaginazioni d'uomini speculativi, le quali, siccome sono lontane dalla comune sperienza delle umane cose, così sono anche pur troppo atte ed accomodate a sollevare ed accendere gli animi di coloro, i quali siccome obbedirono per lo passato, e ciò con tanto utile e vantaggio loro, così debbono anche per lo futuro agli ordinamenti della tenera, ad un tempo, e possente madre loro obbedire.
Del rimanente non essere forse per molti capi migliore la condizione degli Americani, che quella degli Inglesi? Le spese dell'amministrazione interna e civile dell'Inghilterra essere enormi; così leggieri per lo contrario nelle colonie, che non è quasi da potersi credere. Il governo ecclesiastico, il quale è sì grave spesa in Inghilterra, essere di niun momento in America; là le decime, là i benefizj non curati esservi ignoti; non conoscervisi la povertà; ognuno, secondo il dire delle sacre scritture, sotto la propria ficaja vivere; la fame e la nudità esserne sbandite: e là non vedersi nè paltoni, nè mendicanti. Se altrettanto si potesse affermare dei popoli inglesi al di qua dell'Oceano, beata l'Inghilterra! Ma il contrario essere il vero, e ciò esser noto a tutto il mondo.
E qual nazione avere abbracciato le sue colonie con tanta carità con quanta l'Inghilterra le sue? Queste non aver mai, a' tempi delle necessità loro, ricorso avuto alla Gran-Brettagna senza ottenerne i più pronti ed i più ampj sussidj. O fosse per la difesa propria contro il nemico, o per avanzare ed accrescere la domestica prosperità, questi essere stati senza soprastamento alcuno liberalissimamente conceduti.
Oltre a ciò, nissun altro popolo avere quella specie di protezione data ad una parte di sè, che dall'Inghilterra alle sue colonie fu concessa; quella del credito, senza del quale non avrebbero mai potuto a quel grado di ricchezza arrivare, che è da tutti quelli, che le visitano, lodato ed ammirato; e fatta questa considerazione, la tassa, di cui si tratta, non poter altro apparire, che un modico interesse di quelle esorbitanti somme, le quali aveva la Gran-Brettagna alle colonie prestate.
In quanto alla mancanza della moneta, anche questa essere una vaga argomentazione: l'oro e l'argento non esser mai per mancare in un paese altrettanto ricco di buone derrate, quale si è l'America settentrionale. Nè questa tassa avere a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata, modica, che possa seccare le sorgenti della moneta, massimamente, quando si considera, il provento della medesima aver ad esser tenuto in serbo nel tesoro, non potersi in nissuna maniera storre, o sviare, ed esser tutto destinato alle spese della protezione e difesa delle colonie, e perciò dovere in queste necessariamente ritornare.
Adunque la superiorità inglese tanto magnificata non essere in fatto altro, che una superiorità di potenza e di sforzi per guardare e difendere tutte le sue dependenze e tutti i suoi dominj, ed in ciò essersi ella sì fattamente travagliata, che ne fu presso alla sua rovina. Egli è vero, aver l'Inghilterra in questa contesa conseguito tanta gloria, che a niuna maggiore potrebbe arrivare; ma in questa partecipare tutte le colonie sue; tanto lustro, tanto splendore essersi anche riverberati in America, e gli Americani essere venuti a parte così degli onori, come dei benefizj, che ai membri dell'Impero britannico appartengonsi, mentre che l'Inghilterra sola ha pagato l'immenso prezzo di tanta gloria.