Queste furono le argomentazioni da una parte e dall'altra con eguale ingegno e calore nel Parlamento allegate in prò, o contro la tassa americana. E mentre pendeva tuttavia la questione, i mercatanti di Londra, i quali trafficavano coll'America, sollevati maravigliosamente dal timore di perdere, o almeno di non poter riavere ai giusti tempi i capitali, che avevano nelle mani degli Americani collocati, presentarono al tempo della seconda lettura della provvisione una petizione contro la medesima; imperciocchè preveggevano benissimo, che fra gli Americani alcuni per necessità, ed altri con questo colore, mancato non avrebbero di ritardare le rimesse. Ma all'incontro si allegò quell'uso della Camera de' Comuni di non udir petizioni indiritte contra le provvisioni delle tasse; e quella de' Londinesi fu posta dall'un de' lati.

Intanto esclamavano i ministri, particolarmente Carlo Townsend:

«Ed ora vorranno questi americani figliuoli stabiliti dalle cure nostre, nutriti ed allevati dalla nostra amorevolezza, protetti dalle nostre armi, finchè a questa forza ed a questa opulenza, che oggidì vediamo, fossero pervenuti, torcere il grifo, e rimbrottando ricusare di porre in mezzo un lor quattrino per sollevarci da quel grave peso, che ci mette in fondo?».

Il Colonnello Baré riprese le parole, e con un bellissimo porgere per soldato, disse:

«Stabiliti dalle vostre cure! No; l'oppression vostra gli fece in America stabilire. E' fuggivano la vostra tirannide, e cercarono asilo in una incolta ed inospital terra, dove esposero sè stessi a tutti quei disagi, ai quali può l'umana natura andar soggetta; e fra gli altri alla crudeltà di un nemico barbaro e selvaggio, il più astuto, e, sto per dire, il più terribil popolo che viva quaggiù; e di più spinti dai principj della vera libertà inglese quelli incontrarono e sopportarono con ilare e forte animo, pareggiandogli con quelli, i quali da parte di coloro, che avrebbero loro amici dovuti essere, ebbero nella patria terra a sopportare. Nutriti ed allevati dalla vostra amorevolezza! E' crebbero per la trascuraggin vostra. Tostochè avete fatto avviso di pigliare cura di loro, ciò avete eseguito con mandar là uomini per governargli in questa parte ed in quella, i quali forse erano i deputati dei deputati di alcuni membri di questa Camera, inviati colà per sopravvedere le libertà loro, per far le spie, per rapportar male le azioni loro, per mettergli in preda; uomini, la cui condotta ha fatto in molte occorrenze agghiacciar il sangue nelle vene a que' figliuoli della libertà; uomini promossi ai più alti seggi della giustizia, alcuni dei quali, e questo so, avrebbero creduto di aver la buona ventura, se, ad una lontana contrada fuggendo, evitato avessero di esser essi medesimi, nella propria, avanti la Corte di giustizia tradotti. Protetti dalle vostre armi! Hanno eglino nobilmente pigliate le armi in vostra difesa, ed in mezzo alla costante e laboriosa industria loro il valore loro mostrato per la difesa di una contrada, le cui frontiere erano intrise di sangue, mentrechè le parti interne sue a vostro prò i piccoli risparmj, i frutti della onesta masserizia loro versavano ed offerivano. E crediate a me, sovvengavi, che vel dissi questo dì, che quel medesimo amore di libertà, il quale dapprima spinse ed animò questo popolo, questo stesso lo accompagnerà ancora. Ma la prudenza mi vieta di dir più oltre. Dio il sa, e certo sono, che io non parlo ora col calore delle parti; quello che dico, sì, lo dico, perchè tali sono i sentimenti del mio cuore. Quantunque la generale scienza e la esperienza del rispettabil corpo di questa Camera avanzi d'assai la mia, tuttavia ciò contendo, ed affermo, avendo molte cose vedute, e lungamente conversato in quella contrada, di saperne più, intorno all'America, che voi non ne sapete. Quel popolo è invero altrettanto leale, quanto gli altri sudditi qualsivogliano, che il Re si abbia; ma egli è un popolo geloso delle sue libertà, e che le vendicherà, se elleno saranno un dì violate. Ma il soggetto è troppo tenero; non ne vuò dir più oltre».

Queste cose disse il Colonnello improvvisamente, e con tanta fermezza, che tutta la Camera ne restò maravigliata, e tutti intentamente lo guardavano senza proferire una parola.

Ma i ministri se l'erano recata a gara; ed il Parlamento non poteva udire più ingrato suono di quello, che alcuno negasse l'autorità sua d'impor tasse in America. Così in favore della provvisione si riunirono, in molti l'opinione della sua convenienza ed utilità; in altri i bocconi ministeriali; in molti, e forse ne' più, la gelosia della propria autorità recata in contesa, dimodochè, quando fu posto il partito, a' giorni sette del mese di febbrajo dell'anno 1765, i no non poterono arrivare oltre i cinquanta; ed i sì furono dugencinquanta; e perciò fu vinta la provvisione, la quale fu con grandissimo favore approvata dalla Camera Alta addì otto marzo susseguente, e dal Re addì 22 del medesimo[2].

Questo è stato quel famoso andirivieno trovato dai più sottili e più fini cervelli inglesi, del quale non saprei dire, se sia stata maggiore la sofisticheria, o l'intempestività. Certo è, che da questo ebbero origine in America tutti que' garbuglj e rimescolamenti, i quali proruppero prima in manifesta guerra civile, poscia n'arse l'Europa tutta di guerra, e finalmente ne nacque una totale disgiunzione di una parte nobilissima dell'Impero britannico dalla sua metropoli. Dal quale rivolgimento, se non furono diminuiti la gloria e lo splendore delle armi d'Inghilterra pel valore ed ardire mostrati in tutti gli accidenti della guerra da' suoi soldati, certo ne furono scemate la potenza e l'autorità sue presso tutte le nazioni del mondo.

La notte, che fu vinta la provvisione, il dottor Franklin, il quale si trovava allora in Londra, scrisse a messer Carlo Thompson, quegli, che fu poi segretario del Congresso: il sole della libertà essere tramontato; dover gli americani accendere i lumi dell'industria e della masserizia. Al quale, messer Carlo rispose: apprendere, che ben altri lumi, che quelli, avessero ad accendersi; e così ei predisse le turbazioni, che dovevano seguire.

FINE DEL LIBRO PRIMO