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Non sa che la bizzarra avea previsto che il nuovo oggetto spiacer gli dovea, e però, come femmina, provisto quella sostenutezza ch'io dicea perché negl'intestin l'aveva visto cotto e spolpato d'essa; onde scorgea che il rimedio piú bel perch'ei stia muto, era un contegno serio e pettoruto.
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Senza riguardo alcun quella sleale comincia a far uffizi pel guascone, dicendo ch'era un uomo principale e che se gli doveva far ragione; e dona a ciascheduno un memoriale, a que' che sono alla conversazione: ché c'eran de' votanti al parlamento, tra cavalieri e paladin, ben cento.
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Non v'è donna bizzarra che non abbia forza ne' cuor degli uomini votanti. Marfisa ne tenea nella sua gabbia con certe grazie e lazzi non so quanti. Non dimandar se Terigi s'arrabbia, veggendo ch'essa cercava gli amanti con scherzetti, lusinghe e sguardi ed atti da far mille Caton diventar matti.
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Ma sopra tutto gli dilania il core il veder che gli uffizi son diretti in pro d'un frasca, suo nuovo amadore, che sembra giunto a fargli de' dispetti. Di padron divenuto è servitore, perocché Filinor par si diletti a voltargli le schiene e a dargli retta come se fosse un birro od un trombetta.
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Quand'egli ebbe sofferto un'ora buona vezzi, lusinghe e gran stringer di mani verso i votanti, e verso la persona di Filinor sospiri oltramontani, ad una gran tristezza s'abbandona. Lascia la sposa in mezzo a' lupi e a' cani: si pose in un soffá fuor della gente, gonfio, ingrognato e stava sonnolente.