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Ad alcuni prelati, che avean voto nel parlamento, con arcani è addosso, e fa nella politica il piloto per far loro ottenere il cappel rosso. —Grazie a Dio, nessun colpo a me fu vuoto— aggiugne,—e quando voglio, tutto posso;— ed in parole, come d'una rapa, disponeva dell'animo del papa.
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Ad Astolfo ha donate alcune mode ch'eran venute fresche d'Inghilterra. A Ulivier nelle femmine, che gode secretamente, disse di far guerra. Gano cosí con inganni e con frode va bucherando a' signor per la terra, e tutti per lo debile prendea, tanto che ognuno il voto promettea.
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Dodone, Orlando e Rinaldo, ch'è giunto da Montalban per questa concorrenza, vanno con Angelin debile e spento, facendolo star sempre in riverenza, e fanno uffizi, e stanno forti al punto del sigillo Angelin non resti senza, dicendo:—Se qualcun gli niega il voto, s'aspetti guerra e peste e terremoto.—
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Da tutte parti gli uffizi infiammavano per quello di Bellanda e pel guascone. Ad Angelino i nemici accoccavano che per le sue sventure era scempione, e che i sigilli regi non si davano a disadatte e stolide persone, le quai pel cervel debile e confuso potean far del sigillo qualche abuso.
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Il sir di Montalbano la mattina era eloquente e buon uffiziatore, ma dopo il pranzo egli era una cantina di vino, inutilaccio ed in furore. Troglio la lingua volea far tonnina di Filinor, di Carlo imperatore, e sbranar Gano, e foco minacciava al parlamento; e poi s'addormentava.