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Battuto il prezzo di queste due cose, l'ostiere è creditor trecento lire. Veggendo le promesse fabulose, avea risolto a Parigi venire. Filinor tanto bene non s'ascose, che nol potesse l'ostier rinvenire. Del pagamento il prega e lo riprega: Filinor minaccioso glielo niega.

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Quel meschinel, veggendo il conto perso, richiamar in giudizio un giorno fallo; ma Filinor gli piantava un converso che gli dovesse pagar il cavallo. La fama va per lungo e per traverso di questo piato; ogni omiciatto sallo; tanto che negli uffizi questo fatto die' quasi a Filinoro scaccomatto.

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Seppelo Gano, e tosto quell'ostiere fece con un esilio cacciar via. Io so, ciascun la ragion vuol sapere che Gano a Filinor sí amico sia. Scrive Turpin che il santo menzognere col guascone una scritta fatta avia, che se l'incarco del sigillo avea, la metá poi dell'util gli dovea.

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Non si denno le cose in questo mondo sol nella superfizie giudicalle. Io vidi un cacciator ir nel profondo cacciando sforzanelle in una valle: la superfizie il terren di buon fondo gli dimostrò con erbe verdi e gialle; misevi i piedi e sprofondossi poi, sí che il trassono a stento un paio di buoi.

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Poco mancava al giorno stabilito dal parlamento a tutta l'adunanza, per dover porre il sigillo a partito. Spazzata e in apparecchio è la gran stanza. Il giorno innanzi Ganellone è gito ad un convento detto l'Abbondanza, dov'eran certi frati, che nel core erano col vestito d'un colore.