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La fama è grande che il guascon facea quella solennitá per le pallotte, sicché tutto Parigi concorrea: portar si fa chi sentiva di gotte. La folla è un mare, e la mente ponea alle disposizion de' lumi dotte, al canto, al suono ed alla fornitura, e dell'Eucaristia poco si cura.
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Angelin di Bellanda, la mattina del cimento fatal, per tempo assai con la sua famigliuola sí meschina er'ito a certi frati pien di guai, in una chiesa fuor di via, piccina, dove le genti non andavan mai, perch'era ignuda e sull'altar maggiore due candeluzze sol facean splendore.
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Organi non ci sono; oro o ricchezza non si vedea; ma le pareti bianche; tenuto il pavimento con nettezza, e gli altari e le lampade e le panche; ed un silenzio, una certa grandezza splende, che si può dir che nulla manche a compunger il core e a capir tosto che il puro agnel divino è qui riposto.
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Scosse Angelin della sua famigliuola le tasche tutte, e in una carta ha messa di quaranta soldon la somma sola, ch'altro non puote; e con faccia dimessa a' fraticei diceva una parola: che lor piacesse far dire una messa; e ginocchion sul spazzo si mettea nel tempo che la messa si dicea.
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La mano intera aggiunge al moncherino, e tenendo all'altar le luci fisse, ch'Illarion parea, non Angelino, sospirando e piangendo cosí disse: —Dio, nel mio sen col vostro occhio divino tutto scorgete, e se per boria o risse concorro a quest'incarco, o s'è infinita necessitá di questa vostra vita.